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Modica, documenti e retroscena dell’affaire strade: soldi pubblici in mani private. Quanti voti di scambio? Difficile spiegare come un esposto preciso e dettagliato sia potuto sfuggire agli inquirenti. La sequenza delle ‘performances’ della macchina amministrativa asservita alla spoliazione illecita delle casse comunali per appagare interessi privati. I nove anni di Ignazio Abbate e lo sfregio della democrazia

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Di recente ‘In Sicilia Report’ ha affrontato il caso dei soldi pubblici spesi, a Modica, dall’amministrazione-Abbate per fini privati (bitumazione e illuminazione di strade e aree non comunali), in un verosimile, presumibile, scambio elettorale che il codice penale punisce e che l’autorità giudiziaria ha ignorato, nonostante ne fosse pienamente a conoscenza come vedremo più avanti. Soldi pubblici, per centinaia di migliaia di euro, spesi a fini privati attraverso atti illegittimi e nulli, nell’inerzia degli organi che avrebbero dovuto verificarlo, accertarlo e sancirlo, sì da consentire così il recupero delle ingenti somme sottratte da quell’amministrazione alla città e ai contribuenti e trasferite, indebitamente e illegalmente, ad alcuni, pochissimi, beneficiari. Nell’articolo in questione (leggibile qui) gli esempi esaminati sono quelli trattati di recente, a gennaio scorso, dai competenti uffici comunali in una dichiarazione resa in risposta alla richiesta avanzata da due cittadini. Proprio basandoci su tale dichiarazione abbiamo potuto rilevare la palese illegittimità degli atti e la distrazione di danaro pubblico dalle casse comunali.

Ma i casi sono ben più numerosi e reiterati nel tempo, come già quattro anni fa fu segnalato alla magistratura penale e a quella contabile da Salvatore Poidomani, avvocato, nonché candidato a sindaco nel 2018, giunto secondo con il 21,8% dei voti e pertanto eletto consigliere comunale, carica dalla quale si dimise a febbraio 2021.

In un esposto inoltrato quattro anni fa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa e alla Corte dei Conti l’allora consigliere Poidomani documentava una lunga serie di fatti di possibile rilevanza penale tra i quali, nelle pagine finali, l’affaire-strade private destinatarie di soldi del Comune, soffermandosi in particolare su alcune delibere approvate – dalla Giunta-Abbate, allora uscente dopo il primo mandato – tra il 5 e l’8 giugno 2018, ovvero nei giorni immediatamente precedenti le elezioni del 10 giugno dello stesso anno nelle quali, oltre allo stesso Abbate in corsa per il mandato-bis di sindaco poi conseguito con il 64,8% dei voti, erano candidati al consiglio comunale quattro componenti di quella giunta, Giorgio Linguanti, Salvatore Lorefice, Giorgio Belluardo, Rita Floridia. E della successiva Giunta, insediatasi dopo le elezioni del 2018, avrebbero fatto parte assessori analogamente beneficiati da operazioni simili concernenti altre strade alcune delle quali oggetto dell’articolo precedente sopra richiamato.

Nell’esposto si attestava, allegando tutta la documentazione relativa, che, appunto tra il 5 e l’8 giugno 2018, quell’esecutivo in scadenza e in carica per la sola ordinaria amministrazione aveva approvato i seguenti atti la cui citazione riportiamo testualmente anche per facilitare ogni verifica documentale: <<delibera n. 187 del 5.6.2018, dichiarata immediatamente esecutiva, avente ad oggetto l’accorpamento al demanio stradale comunale della Vanella 5, privata, annotata in catasto al f. A/42, part. 45; delibera n. 186 del 4.6.2018 e n. 188 dell’8.6.2018, dichiarate immediatamente esecutive, concernenti l’accorpamento al demanio stradale comunale della Vanella 79, privata, annotata in catasto al f. 95, part. 8 e 18; delibera n. 189 dell’8.6.2018, dichiarata immediatamente esecutiva, per l’accorpamento al demanio stradale comunale della viella privata della 3^ traversa di Via San Bartolo Addolorata, annotata in catasto al f. 27, partt. 83,84, 320, 321, 322, 324, 325, 330, 334, 337, 349, 350, 557, 742, 825; delibera n. 190 dell’8.6.2018, dichiarata immediatamente esecutiva per l’accorpamento accorpare al demanio stradale comunale della viella privata della traversa di Via Pirato Lombardo Quartarella all’altezza del civico n. 10, ricadente nelle particelle di maggiore estensione in catasto al f. 134, part. 170, 571, 572, 573, 611, 613, 664, 617,614, 615, 528, 98, 612, 610, 567, 874, 337, 566, 171>>.

Tutte queste delibere – chiariva l’esposto – sono state adottate in adesione alla proposta del responsabile del 10° Settore (Manutenzioni), Giorgio Scollo, sollecitato dal sindaco il quale con provvedimento dell’11 aprile 2018 aveva disposto <<per l’interesse della collettività di provvedere all’accorpamento delle strade in argomento al demanio comunale, con lo strumento della straordinaria revisione catastale e di provvedere, successivamente a tale accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale delle suddette strade>>.

Poidomani rilevava inoltre l’ulteriore circostanza, certamente aggravante rispetto ad un quadro criminoso già allarmante e inquietante, che <<la manutenzione straordinaria del manto stradale per qualcuna di tali strade (la vanella 79) pare sia stata iniziata addirittura prima che venisse deliberato l’accorpamento al demanio comunale e, quindi, quando ancora la viella era a tutti gli effetti privata>> (ma tale è sempre rimasta ed è ancora oggi, per la totale illegittimità e la radicale nullità degli atti amministrativi, perciò improduttivi di effetti, che, nelle intenzioni di Abbate, avrebbero dovuto ‘giustificare’ quelle spese indebite e quel danaro del Comune attribuito ai suoi ‘clientes’, n.d.r.).

Poidomani osservava inoltre che tutte le delibere erano state dichiarate immediatamente esecutive, con provvedimento del segretario generale, <<attesa l’urgenza di provvedere in merito, nell’interesse dell’ente, per motivi citati nella proposta deliberativa>> eccependo che però non erano stati motivati né specificati l’urgenza, solo dichiarata, e neanche l’interesse dell’ente, al pari semplicemente dichiarato, e che peraltro la proposta era stata formulata dal responsabile del settore non competente ad assumere tale iniziativa che, come Poidomani desumeva dal “funzionigramma” redatto dal Comune, avrebbe dovuto essere il quinto,  Lavori pubblici. Ovvia poi la notazione nell’esposto dell’inesistenza dell’interesse del Comune di Modica peraltro <<in condizioni di pre-dissesto>> tali da costituire <<prova indiscutibile di rilevanti oneri (che non potevano essere assunti) non solo per i costi dell’eseguita o programmata manutenzione straordinaria del manto stradale, ma anche per i costi di gestione periodica necessaria in futuro. E’ indiscutibile – concludeva l’esposto – che detti atti siano stati adottati da parte dell’amministrazione comunale in aperta violazione delle misure inibitorie ed interdittive dei programmi di spesa ed essi costituiscono prova del mancato rispetto degli obiettivi>>. Infine l’esposto richiamava una precedente denuncia, da parte di Poidomani, di un incontro tenutosi qualche giorno prima nell’abitazione di una persona, Manuela Sarta, candidata a sostegno di Abbate, nel quale, in presenza del sindaco si era discusso dell’impegno a sistemare la stradella 79 prima delle elezioni.

Fin qui l’esposto, inoltrato alla Procura di Ragusa il 13 marzo 2019 e rimasto senza esito, né sviluppi di qualsivoglia tipo per quanto di pubblica conoscenza, nonché privo di riscontro alcuno anche secondo quanto ancora oggi risulti all’esponente.

Sui quattro casi denunciati da Poidomani (che si aggiungono a quelli trattati nell’articolo richiamato, sulla base della recentissima attestazione degli uffici comunali) In Sicilia Report è in grado di fornire ulteriori notizie, nonché l’esito di ricerche e verifiche documentali che aggiungono dettagli di rilievo.

Cominciamo dall’acquisizione (illegittima e nulla) della vanella privata n. 79 e dalla contestuale asfaltatura: l’una e l’altra avvenute lo stesso giorno, il 4 giugno 2018 a sei giorni dal voto, ma mentre la prima – l’acquisizione – come già rilevato non ha prodotto alcun effetto giuridico validante per le ragioni chiarite nell’articolo del 6 febbraio scorso, l’illegittima destinazione a interessi privati delle somme spese per l’asfaltatura, sottratte all’erario comunale, è purtroppo avvenuta e, incredibilmente, nessuna delle autorità preposte si è curata di porvi rimedio chiamando a risponderne i responsabili, a partire dal sindaco Abbate il quale dava disposizione agli uffici di <<provvedere, successivamente all’accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale>>.

Come vedremo, identiche procedure sono state mese in atto con l’acquisizione della vanella n. 5 deliberata martedì 5 giugno 2018, a soli cinque giorni dalle elezioni, ed ancora per le due strade private ‘terza traversa di via San Bartolo Addolorata’ (delibera 189 dell’8 giugno 2018) e via Pirato Lombardo Quartarella (delibera 190 dell’8 giugno 2018), queste ultime addirittura il venerdì pre-elettorale, a sole 48 ore dalle elezioni del 10 giugno, ed anche queste con la direttiva di <<provvedere, successivamente all’accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale>>.

Ecco le risultanze di ricerche e verifiche che In Sicilia Report è in grado di documentare.

Vanella 79.

Il 30 maggio 2018 i residenti comproprietari protocollano la nota con cui dichiarano di voler cedere al Comune le loro aliquote di proprietà della vanella 79, (strada chiusa in aperta campagna, senza sbocco e senza via d’uscita, in località Piano Ceci) dando atto che <<tutte le spese saranno a carico del Comune>>. Il giorno dopo (!), con la determinazione sindacale n. 31841 il sindaco emana le direttive per l’acquisizione della vanella 79 in quanto di <<uso pubblico da oltre 20 anni>> (è un falso, ma anche se fosse vero, mai e poi mai questo dato, da solo, avrebbe potuto legittimare l’atto in mancanza degli altri presupposti necessari), disponendo contestualmente <<di provvedere, successivamente all’accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale>>.

Lo stesso giorno, il 31 maggio 2018, appena 24 ore dopo l’acquisizione al protocollo della richiesta, si materializza un miracolo di velocità ed ‘efficienza’ del Comune e dei suoi uffici. Il responsabile del 10° settore, Giorgio Scollo, quel giorno compie in serie tutte le seguenti operazioni: acquisisce la determinazione del sindaco che porta la stessa data; esamina la richiesta dei residenti; acquisisce e valuta i documenti catastali ed i titoli di proprietà; necessariamente opera un sopralluogo sul posto; verifica che <<occorre ampliare>> la vanella 79, ed infine compie tutti gli atti propedeutici per potere dichiarare di <<ritenere necessario effettuare un frazionamento delle particelle offerte in acquisizione>>, sicchè indìce una ‘gara’ via e-mail invitando cinque tecnici a proporre una offerta per l’esecuzione dei necessari frazionamenti. Ad essere incaricato è Giorgio Sarta, ingegnere (riportiamo il nome così come indicato nell’esposto solo per documentazione, non certo perché al professionista si possa obiettare alcunchè del procedimento interno del Comune cui è estraneo), ‘proclamato’ con verbale del 5 giugno con un impegno di spesa di euro 7.214,96.

Il giorno 4 giugno 2018 lo stesso responsabile del 10° settore scrive una relazione ed esprime parere favorevole all’acquisizione, previa regolarizzazione della proprietà, con cessione gratuita dei proprietari che individua in 41 ditte.

Sempre il 4 giugno, lo stesso funzionario dà atto che <<la superfice è adibita ad uso pubblico da oltre un decennio>>: difficile capire come possa sentirsi rassicurato da tale attestazione (comunque falsa, così come chiarito nell’articolo precedente) visto che egli stesso sa bene e contestualmente dà atto <<che l’art. 31 della legge n. 448/98 prevede la facoltà per gli enti locali di disporre l’accorpamento al demanio stradale delle porzioni di terreno utilizzate ad uso pubblico ininterrottamente da oltre 20 anni>>. Quindi egli propone la delibera comunale di accorpamento: altro record di velocità e un capolavoro di gioco di squadra!

Lo stesso giorno – siamo ancora e sempre a quel 4 giugno 2018 – accogliendo la relazione e la proposta del responsabile del 10° settore, con delibera 186 la giunta comunale decide l’accorpamento della vanella 79. La delibera viene dichiarata di immediata esecutività, formula che presuppone stringenti motivi di <<necessità e urgenza>>: quali se non quelli della scadenza elettorale rispetto alla quale Abbate e i suoi candidati hanno bisogno di ‘scambiare’ tanti voti che confidano di ricevere se attribuiranno ai loro clientes un vantaggio così forte, chiaro e tangibile, al prezzo di soldi pubblici sottratti alle casse comunali attraverso atti illegittimi contenenti innumerevoli falsità?

Dopo il voto del 10 giugno, lo ‘scambio’ non sarebbe più possibile e quindi Abbate, con l’intera macchina comunale della quale dispone a piacimento per i suoi interessi non solo illeciti ma anche eversivi dell’ordine democratico e di basilari principi costituzionali, fa carte false per sottrarre quei soldi al Comune e consegnarli ai suoi supporters elettorali, con la complicità degli assessori della sua giunta, nonché di dirigenti e funzionari comunali che prostituiscono la loro funzione ad un disegno criminoso che mortifica la città, colpisce gli onesti, premia chi ‘vende’ la propria scelta di voto, riduce ad un suk lo spazio della democrazia custode della dignità civica di una comunità, consente ai corruttori di sacri valori costituzionali di tenere, e mantenere, le mani sulla cosa pubblica ridotta a cosa propria.

Per tornare al procedimento descritto della vanella n. 79, con gli atti (illegittimi e nulli, giova ripeterlo) il Comune acquisisce le particelle così come dichiarate dai residenti e certificate dal responsabile del 10° settore, lo stesso che nel frattempo ha indetto una gara per individuare le effettive particelle da acquisire.

Passano appena 24 ore ed il giorno 5 giugno, martedì pre-elettorale, l’efficientissimo funzionario impegna le somme per la registrazione dell’atto di cessione per euro 290,00.

Non è ancora finita: sempre il 5 giugno, il ‘nostro’, nell’esercizio instancabile delle proprie funzioni di responsabile del 10° settore, prende atto che vincitore della gara per il frazionamento delle particelle da acquisire è il già citato professionista, ed istantaneamente impegna la spesa necessaria di euro 7.214,96.

Appena 48 ore dopo, il 7 giugno giovedì pre-elettorale, così come apprendiamo dalla determinazione firmata lo stesso giorno dal solito responsabile del 10° settore, con fulminea prestazione risulta consegnato il frazionamento, e così individuate le particelle effettivamente facenti parte dell’area da acquisire della vanella 79. Con determinazione sempre del 7 giugno il funzionario propone la delibera di accorpamento delle nuove e diverse particelle effettivamente costituenti la vanella 79.

Il giorno dopo, 8 giugno, venerdì pre-elettorale, la giunta (delibera 188) dispone l’accorpamento delle particelle costituenti effettivamente la vanella 79.

Tutto ciò non ha bisogno certo di commenti, ma un dato va sempre tenuto presente:

il giorno 4 giugno 2018 i lavori di asfaltatura erano già iniziati e quasi completati! Vero è che tutti gli atti predisposti nei giorni seguenti sono illegittimi, pieni di falsità e, comunque, nulli, sicché rimane comunque, sotto ogni profilo, l’assoluta mancanza di ogni parvenza di copertura formale di tale scempio di risorse pubbliche. Ma se vogliamo prendere in considerazione anche il profilo soggettivo del movente di tale modus operandi, non è secondario il fatto che i lavori fossero comunque già stati eseguiti prima che ogni carta – per quanto falsa e inidonea a produrre qualsivoglia validazione di tale trasferimento, di fatto, di soldi dalle casse comunali nelle tasche di privati – venisse redatta e acconciata, goffamente e maldestramente, da pubblici amministratori e funzionari.

In ogni caso nell’immediatezza della vicenda, quando non erano noti tutti gli elementi documentali adesso da noi ricostruiti, Poidomani, in quei giorni candidato a sindaco e avversario dell’uscente Abbate, segnalò che la vanella 79 era stata asfaltata a partire dal giorno 4 giugno, prima ancora quindi che venissero compiuti gli atti amministrativi che avrebbero voluto darle (cosa impossibile in assenza di deliberazione consiliare) natura di strada comunale.

In proposito in un’intervista trasmessa in quei giorni da Video Mediterraneo, la già citata Manuela Sarta (candidata in ‘Modica 2018 Ignazio Abbate sindaco’, la lista poi più votata con il 28,5%, ma nella quale l’aspirante consigliere giunse solo diciannovesima con 196 preferenze, a fronte di otto seggi conquistati) un cui parente diretto risultava residente nella stessa vanella 79, raccontava che la sera di lunedì 4 giugno – data della delibera di acquisizione e di inizio dei lavori di asfaltatura – a casa sua si era tenuto un incontro elettorale con i residenti alla presenza dello stesso Abbate il quale peraltro aveva promesso a breve anche l’illuminazione della zona (non della sola vanella, secondo le parole usate nell’intervista). La stessa candidata precisava che l’incontro era avvenuto il giorno 4 giugno <<per mera coincidenza visto che era stato programmato almeno 20 giorni prima>>. Di tale intervista, all’epoca visibile sul web, nell’esposto era indicato anche il link d’accesso.

Il caso della vanella 79 è solo uno dei tanti e, da solo e per le sole spese eseguite in quei giorni di scambio elettorale, è costato ai contribuenti 7.504,96 oltre all’asfaltatura. Se vogliamo assumerlo ad esempio, disponendo dell’eloquente documentazione richiamata, le domande, valide per tutti i casi simili o analoghi, sono tante.

La prima. Qual è l’interesse della collettività all’acquisizione, totalmente a spese del Comune, di una vanella privata, ad uso esclusivo dei residenti in quanto senza sbocco e per la quale, bitumazione a parte, saranno a carico della collettività la manutenzione, l’illuminazione, la segnaletica ed ogni altro intervento manutentivo? In ogni caso teniamo presente che le leggi vigenti vietano tassativamente tale acquisizione per mancanza di ogni presupposto di fatto e di diritto e per varie ragioni la prima delle quali è che l’uso dei residenti, anche quando molto numerosi, non può mai essere qualificato come uso pubblico.

La seconda. Quale motivo di <<necessità e urgenza>> ha portato all’approvazione di tutte le delibere e di tutte le determinazioni con la formula dell’immediata esecutività se non quello di soddisfare una promessa elettorale prima del 10 giugno 2018, in tempo quindi per eseguire la prestazione (privata, con i soldi del Comune) e ricevere la controprestazione (i voti elettorali) in un sinallagma contrattuale che è mercimonio nel tempio della democrazia, garante della res pubblica cittadina e in dispregio dell’obbligo d’imparzialità della pubblica amministrazione?

La terza. Il frazionamento operato dal tecnico nel caso citato ha determinato la nascita di nuove particelle diverse per nome e superfice da quelle ‘cedute’ dai proprietari. L’acquisizione definitiva delle particelle correttamente determinate e denominate è stata operata (almeno nelle intenzioni e nei progetti criminosi emersi, perché ogni atto è giuridicamente nullo) solo con la delibera di giunta n. 188 dell’8 giugno 2018 quando la vanella era già asfaltata: quindi, anche se per assurdo (solo per assurdo!) volessimo considerare validi gli atti esperiti,  essa è stata asfaltata quando, anche nel modus operandi di quegli amministratori e di quei dirigenti o funzionari comunali, essa era ancora privata. A fronte di tutto ciò, quale giustificazione plausibile sindaco, giunta e uffici comunali coinvolti potrebbero mai dare a difesa di una parvenza di correttezza, quanto meno putativa, del proprio operato?

La quarta. Come è stato tecnicamente e formalmente possibile appaltare i lavori di asfaltatura lunedì 4 giugno 2018 se solo giovedì 31 maggio (cui seguono venerdì 1, sabato 2 festa della Repubblica e domenica 3) il sindaco manifestò l’intenzione di provvedere all’acquisizione?

La quinta. Chi ha redatto il progetto, chi ha formulato il preventivo di spesa per l’asfaltatura, chi ha curato l’affidamento, chi è stato l’esecutore, chi ha diretto i lavori, chi li ha collaudati, chi ha dettagliato la contabilità e liquidato le somme? Negli atti del Comune di tutto ciò non v’è traccia.

Vanella n. 5.

La vanella n. 5 si trova in contrada Abremi, oltre Cava d’Ispica, quasi al confine con Rosolini, in una zona rurale con poche case e molti terreni agricoli. Ma ciò che importa rilevare è che essa non ha sbocco, nè via d’uscita in quanto, come si può vedere dalla foto, termina in un fondo agricolo delimitato con pedane in legno che fanno da cancello.

Il 28 febbraio 2018 i residenti chiedono l’acquisizione al demanio comunale della vanella 5 della quale sono comproprietari dando atto che <<tutte le spese saranno a carico del Comune>>.

Il 6 aprile 2018 con propria determinazione il sindaco emana le direttive per la sua acquisizione disponendo contestualmente <<di provvedere, successivamente all’accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale>>.

Il 5 giugno 2018, il martedì immediatamente precedente il voto, il responsabile del 10° settore propone la classificazione della vanella 5 da via privata a strada vicinale, termine che correntemente definisce una via privata di uso pubblico.

Lo stesso giorno il funzionario ne caldeggia l’accorpamento e presenta la relativa proposta di deliberazione. Detto fatto: il 5 giugno, con delibera 187, la Giunta comunale lo dispone. Infine, otto giorni dopo il voto, il 18 giugno il segretario generale formalizza l’atto di cessione ed impegna le spese per la registrazione.

Altro caso è quello della terza traversa di via San Bartolo Addolorata.

Da una disposizione del sindaco del 10 aprile 2018 apprendiamo che il giorno prima, il 9 aprile, i residenti chiedono l’acquisizione al demanio comunale di tale strada privata.

Il giorno dopo, con … scatto da velocista, il sindaco emana le direttive per la sua acquisizione disponendo contestualmente <<di provvedere, successivamente all’accorpamento, agli interventi necessari di manutenzione straordinaria del manto stradale…>>.

In data 8 maggio 2018 il solito responsabile del 10° settore decreta il vincitore della gara per i necessari frazionamenti fra tecnici esterni per delimitare le aree da cedere per una spesa di euro 2.770,00.

Il 6 giugno, quattro giorni prima del voto, il funzionario avanza la proposta di classificazione della terza traversa di via San Bartolo Addolorata da via privata a strada vicinale e il giorno dopo la proposta di accorpamento e di apposita deliberazione.

Passa solo un giorno e l’8 giugno, a 48 ore dalle elezioni comunali, la giunta comunale delibera l’accorpamento della terza traversa di via San Bartolo Addolorata.

Il 2 luglio 2018 il sindaco incarica il responsabile del 10° settore di avviare gli atti esecutivi per formalizzare la cessione. Il 3 luglio il segretario generale provvede ed impegna le spese per la registrazione.

Il giorno 14 agosto 2018 l’instancabile responsabile del 10° settore approva il progetto di pubblica illuminazione della vanella appena acquisita: si fa per dire ‘acquisita’, perché gli atti sono illegittimi, nulli e tuttora privi di effetti: occorre solo che chi di dovere verifichi, lo attesti e recuperi le somme indebitamente sottratte alle casse comunali. Ma cinque anni dopo tutto ciò non avviene ancora.

Infine (ma è sempre bene ribadire che tutti quelli accennati sono solo pochi esempi di una casistica ben più ampia) via Pirato Lombardo Quartarella.

Il procedimento riproduce quasi in fotocopia la sequenza degli atti e la tempistica pre-elettorale. Qui la richiesta dei residenti è lievemente più precoce, porta la data del 20 novembre 2017 citata nella direttiva sindacale per le acquisizioni del 6 aprile 2018.

Impegno di spesa, gara ed assegnazione dell’incarico per la redazione dei necessari frazionamenti, a firma del solito responsabile del 10° settore, sono dell’11 maggio 2018: comincia la campagna elettorale e occorre stringere i tempi! Segue, il 6 giugno 2018, quattro giorni prima del voto, la proposta di declassificazione da strada privata a vicinale, ad opera dello stesso funzionario il quale, il giorno dopo, 7 giugno giovedì pre-elettorale, propone la delibera d’acquisizione.

La data del voto, cerchiata in rosso nell’agenda del sindaco e dei suoi agit-prop elettorali, è una necessità ed anche un’urgenza da rispettare, ed ecco, giovedì 8 giugno, la Giunta presieduta da Abbate, e con diversi assessori candidati in proprio sostegno, delibera l’acquisizione della stradella.

Il 3 luglio successivo il segretario generale determina di sottoscrivere e registrare l’atto di accorpamento ed accantona le somme per la registrazione.

Il 7 agosto 2018 il responsabile del 10° settore liquida al tecnico incaricato per la redazione del frazionamento l’importo di euro 4.948,00.

Il 28 agosto il funzionario predispone e anticipa all’economo comunale le somme per la registrazione dell’atto.

Quelli sin qui analizzati sono quattro casi, da noi ora ricostruiti grazie anche al lavoro di ricerca e all’impegno di cittadini di limpida coscienza civile i quali, appreso dell’esposto di Poidomani (lungamente trattato con servizi e approfondimenti televisivi nell’emittente che allora dirigevo, La Prima Tv: qui e qui due dei servizi trasmessi sul caso dal tg de ‘La Prima Tv’) vollero fare il loro dovere civico, con i soli strumenti a disposizione dei cittadini.

E’ incredibile, assurdo, tuttora senza spiegazione, che invece quell’esposto, affidato all’Autorità giudiziaria, non abbia sortito alcun effetto.

Cosa ha impedito a pubblici ministeri tenuti, per vincolo costituzionale (è a tutti noto l’art. 112 della nostra Carta), all’obbligatorietà dell’azione penale, di leggere l’esposto, un documento di 25 pagine con 24 allegati del quale qui abbiamo richiamato solo le due pagine finali, ovvero il capitolo sulle strade private? (Ma nche tutte le altre contengono dati gravi, importanti e inquietanti).

Nell’urgenza pressante delle domande imposte dal ‘mistero’ di questo nulla di fatto, ci limitiamo a quella già formulata (cosa ha impedito … di leggere?) astenendoci da ogni altra per mero esercizio di speculazione logica (in senso teoretico, come passo verso la conoscenza effettiva) in quanto sarebbe molto più difficile, perfino impossibile, spiegare come questo ‘nulla di fatto’ possa in ipotesi essere succeduto ad un’avvenuta lettura e presa di conoscenza, da parte di magistrati titolari della funzione inquirente, dell’esposto di Poidomani: esposto chiaro, documentato, verificabile in ogni elemento segnalato, compresi quelli contenenti evidenti e numerose notizie di reato.

Se quella lettura, già quattro anni fa, fosse avvenuta, le verifiche non avrebbero potuto mancare e le – doverose e necessarie – indagini avrebbero prodotto risultati certamente superiori e ben più efficaci, anche in termini di ripristino dei valori costituzionali lesi e dei beni pubblici saccheggiati e oltraggiati, di quelli conseguiti da semplici cittadini mossi semplicemente da cura e rispetto per la res pubblica e dotati solo di sincero amore per la verità e, soprattutto, per la Giustizia.

Io qui ho potuto fruire di tale impegno civico e questa è la bellissima notizia offerta da questo articolo, purtroppo contenente anche quelle – preoccupanti, allarmanti, inquietanti – che, cari lettori e lettrici di In Sicilia Report, avete appena dovuto apprendere: notizie rigorosamente verificate e scolpite in atti documentali. Ed esse sono solo una parte piccola, piccolissima, di tutto ciò che meriterebbe di essere vagliato in dettaglio, approfondito e offerto alla conoscenza pubblica, nel solco già indicato dai servizi pubblicati in precedenza e che per comodità di seguito richiamiamo. (leggibili quiqui e qui, oltre all’ultimo sopra richiamato: qui). Con la speranza che questo afflato civile collettivo continui a produrre segni concreti di interazione anche, se credete, in forma di segnalazione e contributo al nostro lavoro giornalistico (redazione@insiciliatv.it; direzione@insiciliatv.it).

Per cogliere la gravità dei fatti non bisogna fermarsi ai casi illustrati (che sono solo alcuni dei tanti, trattati a mo’ di esempio) ma comprendere il contesto e desumere, per poi compiere ogni doverosa verifica, il modus operandi che ha guidato la gestione del Comune, la massima istituzione pubblica cittadina, per nove anni. Il contenuto di questo articolo ed i cenni a varie altre vicende amministrative compresi negli articoli precedenti sono solo il punto di partenza di un percorso d’indagine finora sempre omesso ma necessario da compiere. E così potremmo misurare il grado d’attualità di innumerevoli lezioni della storia come quella – tra le tante – di Marco Porcio Catone il quale ventidue secoli fa, dopo una lunga esistenza (fu particolarmente longevo) spesa per l’etica pubblica e per la lotta alla concussione e alla corruzione, dovette prendere atto  che <<i ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori>>.

Ma se ciò era vero nella Roma del terzo e secondo secolo a.C. (al tempo della Repubblica romana di cui la Sicilia era provincia) non si può certo dire che l’umanità e soprattutto le società complesse, tanto meno la nostra, si siano affrancate da questa piaga del vivere civile, nonostante l’evoluzione giuridica e il perfezionamento degli strumenti di contrasto a questa forma di criminalità tanto più grave quanto più impune, come seppe lucidamente denunciare il grande scrittore e politico romano vissuto oltre un secolo prima di quell’altro grande politico, scrittore, oratore e avvocato romano, nonchè salvatore della Repubblica (poi crollata vent’anni dopo la sua morte) che fu Marco Tullio Cicerone, il cui nome ha incrociato per un frammento anche la storia di Modica, città decumana che subì le vessazioni di Gaio Licinio Verre, propretore nell’isola accusato di de pecuniis repetundis (concussione) nel processo penale intentato a Roma dal grande giurista con le sue Verrine che inchiodarono l’imputato alle malefatte compiute in Sicilia ed anche a Modica.

Ah la storia! A volte si ripete, a volte no. Ma insegna sempre a chiunque abbia voglia d’imparare.