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Ragusa ore 5.33, la terra torna a tremare

La costa ionica siculo-calabra ancora sotto shock per una scossa di magnitudo 5.1 Richter alle 5.33 del mattino.

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Epicentro a 65 km di profondità, a sud-est di Reggio Calabria. Paura in tutte le città che si affacciano sullo Jonio. Il sisma avvertito anche in Puglia e a Malta. Nessuna vittima o danni visibili. In tutta la provincia iblea, ritorna una “paura sorda” che ha ricordato ombre terribili del passato.

 

Ora più che mai serve un’accelerata al percorso già intrapreso dal Consorzio dei Comuni di Ragusa, che, grazie all’INGV e agli Esperti e Scienziati del TTS (tavolo tecnico scientifico) ibleo, porterà presto alla creazione dell’OSU (Osservatorio Sismico Urbano). L’Osservatorio, collocato in un vero e proprio Centro Operativo, oltre al controllo sismico, fungerà anche da centrale operativa per il controllo e monitoraggio delle varie problematiche territoriali ed ambientali della provincia.

 

10 Gennaio 2026 – Un brusco risveglio ha interessato le popolazioni del Sud Italia jonico, questa mattina. Alle ore 05:53, infatti i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato una scossa di magnitudo 5.1 con epicentro nel Mar Ionio, al largo della costa calabrese sud-orientale. Il sisma è stato localizzato a una profondità (ipocentro) di 65 chilometri. Proprio l’elevata profondità ha permesso alle onde sismiche di propagarsi su un raggio molto vasto, rendendo il terremoto avvertibile in gran parte del Meridione e persino a Malta.

  • Ora esatta: 05:53:11 (ora italiana)
  • Epicentro: Mar Ionio, a circa 26 km da Brancaleone (RC) e 65 km da Reggio Calabria.
  • Magnitudo: 5.1 Ricther

 

La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione, provocando momenti di paura e molta apprensione. Molte persone sono scese in strada, specialmente in Calabria (nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia; in Sicilia (provincie Messina, Catania, Siracusa e Ragusa) e in Puglia (segnalazioni sono giunte anche dal Salento e da molti centri dell’area ionica). A causa della profondità del sisma, lo scuotimento è stato percepito come un’oscillazione lunga e costante piuttosto che come un sussulto violento e improvviso.

 

Fortunatamente, secondo i primi rilievi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, non si segnalano danni a persone o edifici. Tuttavia, per ragioni precauzionali e come previsto dai protocolli di sicurezza, è stata temporaneamente sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Catanzaro-Reggio Calabria per consentire le verifiche tecniche sull’integrità dell’infrastruttura.

“Non abbiamo ricevuto richieste di soccorso, ma il monitoraggio resta costante su tutto il territorio,” riferiscono dalle sale operative della Protezione Civile di Calabria e Sicilia.

 

L’evento odierno si inserisce in un contesto geologico noto per la sua complessità e pericolosità, dove la convergenza tra la rende la Calabria e la Sicilia orientale tra le zone a più alto rischio sismico d’Europa. Gli esperti sottolineano che scosse di questa magnitudo a tali profondità sono eventi tipici dei processi di subduzione dell’arco calabro.

 

 

 

 

Secondo quanto spiegato dagli esperti dell’INGV, la sismicità del Mar Ionio, in prossimità della Calabria, è dovuta principalmente alla complessa interazione tra la placca Africana e quella Eurasiatica. Come accennato, l’incipit sismico in questo caso, è la subduzione, in cui la vecchia crosta oceanica ionica (parte della placca africana) sdrucciola sotto l’Arco Calabro, affondando sempre più nel mantello terrestre.

Questo processo, attivo da milioni di anni, immagazzina enormi tensioni nelle rocce. Quando queste tensioni superano la resistenza della crosta (e quindi una specie di “soglia critica”), si originano terremoti, spesso molto profondi, con le conseguenze prima esposte. Inoltre, va ricordato la regione jonica in questione, è percorsa da un folto sistema di faglie attive superficiali che frammentano ulteriormente la superficie abitativa, rendendo quell’area, una delle più instabili e sismicamente pericolose dell’intero Mar Mediterraneo.

 

 

Come riportato nell’occhiello, prendendo spunto costruttivo da questi avvenimenti, è fondamentale accelerare i processi necessari alla costituzione dell’OSU, il nuovo Osservatorio Sismico Urbano che nascerà grazie alla sinergia fra il Consorzio dei Comuni di Ragusa e l’INGV. L’Osservatorio che avrà un proprio Centro Operativo, oltre al controllo sismico, fungerà anche da centrale operativa per il controllo e monitoraggio delle varie problematiche territoriali ed ambientali della provincia.

 

 

 

 

Dopo il seminario del 9 e 10 giugno 2025 sugli “Scenari di rischio della Provincia Iblea” e la pubblicazione integrale degli atti dello stesso è stato intrapreso un virtuoso percorso che, grazie alla sensibilità del promotore nonché direttore del Maris (INGV), Arch. Franco Mantegna Venerando, della Presidente del Consorzio dei Comuni, Maria Rita Schembari, di diversi deputati dell’Assemblea Siciliana (fra cui gli gli attivissimi Giorgio Assenza e Nello Di Pasquale) ed il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, ha portato alla creazione del TTS (tavolo tecnico scientifico) ibleo, costituito da scienziati ed esperti di acclarata esperienza, che sosterrà l’Ente provinciale, nella creazione del suddetto importante Osservatorio Urbano.

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