Ignazio Abbate indagato anche per l’indebito utilizzo dei soldi per i buoni libro negli anni 2019-2022 (Monisteri assessore alla pubblica istruzione). Possibile imputazione di peculato, certa l’indebita destinazione di danaro. La Regione intima al Comune di Modica la restituzione
Sulla gestione del Comune di Modica da 13 anni – i nove di amministrazione Abbate, uno di commissariamento e quasi tre della sindacatura Monisteri – le notitiae criminis sono innumerevoli e molto gravi, ma pubblicamente non si hanno informazioni certe e aggiornate su eventuali provvedimenti adottati dagli organi inquirenti e, comunque, ancora rientranti nella fase delle indagini preliminari. Unica eccezione l’avviso di conclusione di tali indagini notificato agli indagati e concernente l’imputazione di truffa, e reati connessi, in relazione alle somme percepite – dal subaffittuario dei terreni agricoli a lui concessi dall’affittuario e sub-locatore Ignazio Abbate, allora sindaco – € 154.080,00 quale indennizzo per i danni causati dalla tromba d’aria del 17 novembre 2021, ma in virtù di un contratto, di subaffitto appunto, stipulato in data successiva, il 26 novembre, da Abbate con il proprio amico, nonché cliente politico e fan elettorale Giuseppe Barone (qui un articolo del 5 luglio 2025 che, soprattutto nella parte finale, tratta la vicenda della truffa).
Un avviso di conclusione delle indagini preliminari sfocia sempre nella richiesta di rinvio a giudizio, sicchè è un dato certo che un Gup dovrà vagliare la richiesta della Procura nei confronti di Abbate e degli altri i quali, per effetto di tale richiesta di rinvio a giudizio, sono a tutti gli effetti imputati e non più solo indagati: con Abbate, il solito Giampiero Bella all’epoca dei fatti segretario generale e responsabile del settore finanziario del Comune; Giuseppe Barone contraente e in quanto tale percettore o destinatario dei 154.080,00 euro, Giorgio Linguanti, tecnico certificatore.
Ma nel frattempo, un’attività investigativa più recente vede lo stesso Abbate, quale sindaco pro tempore, e Giampiero Bella, quale responsabile del settore finanziario del Comune all’epoca dei fatti, indagati per peculato o indebita destinazione di danaro.
La vicenda è risalente negli anni ma solo di recente ha visto l’impulso d’indagine, all’esito di uno dei tanti prelievi di documenti da parte della Guardia di finanza. Essa riguarda le somme erogate dalla Regione al Comune di Modica per i buoni libro relativi agli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022 (anno, quest’ultimo, nel quale, il 9 maggio, ad Abbate succede il vice Rosario Viola e, dal 10 giugno, la commissaria Domenica Ficano). Ad Abbate e a Bella viene contestato l’indebito utilizzo di € 148.647,90 e la mancata apposizione del vincolo di destinazione sulla cifra totale di € 472,920,00 trasferita dalla Regione al Comune per i tre anni di riferimento quale rimborso, totale o parziale, a migliaia di famiglie per l’acquisto dei libri scolastici. L’imputazione contempla anche l’aggiramento dell’art. 195 del Tuel (Testo unico Enti locali) che detta norme sull’utilizzo di utilità vincolate, consentendolo a condizione che su di esse sia stato correttamente apposto il vincolo e che il ripristino avvenga entro l’anno di competenza. Una duplice condizione disattesa, tant’è che la Regione, con nota del 21 gennaio scorso, ha chiesto al Comune la restituzione delle somme distratte annunciando, in caso contrario, il recupero forzoso.
Per la cronaca i fatti sono tutti relativi alla seconda giunta-Abbate della quale faceva parte l’attuale sindaca Maria Monisteri, in qualità di assessore con delega proprio alla pubblica istruzione.
Per quanto riguarda Abbate e Bella saranno gli sviluppi delle indagini a configurare esattamente l’accusa, se relativamente all’art. 314 del codice penale che punisce il peculato propriamente detto (“Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e sei mesi. Secondo comma: si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita”) o all’art. 314 bis che disciplina l’indebita destinazione di danaro (“Fuori dei casi previsti dall’articolo 314, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, li destina ad un uso diverso da quello previsto da specifiche disposizioni di legge o da atti aventi forza di legge dai quali non residuano margini di discrezionalità e intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Secondo comma: la pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni quando il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione europea e l’ingiusto vantaggio patrimoniale o il danno ingiusto sono superiori ad euro 100.000).