Cimitero di Modica, ‘j accuse di Piergiorgio Barone. E’ lo scempio della cosa pubblica nell’omertà della sindaca e del vescovo, naufragio etico e civile di ogni sentimento d’umanità: offesa alla dignità e alla memoria dei defunti
di Piergiorgio Barone
a nome di migliaia di cittadini modicani, parenti dei defunti dimenticati.
Caro Babbo Natale, sei già volato via e dunque affido a te cara Befana il compito di recapitarmi, mentre giri sulla tua vecchia e logora scopa, questa letterina indirizzata congiuntamente alla signora sindaca Maria Monisteri Caschetto e all’assessore Saro Viola del Comune di Modica e, inoltre, al vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo.
Lo faccio a costo di sembrare irriverente, ma, ripetendo una frase del grande scrittore latino Terenzio “Sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo”.
Cari Voi tutti AUCTORITATES,
mi rivolgo a Voi non da bambino che attende la calza coi doni, ma da padre, nonno e, soprattutto, da cittadino.
Voi siete l’espressione umana e istituzionale più importante per la vita sociale, culturale, amministrativa e religiosa della nostra città.
Siete quei soggetti pre-posti, cioè prima di tutti, per capire ed esaudire i bisogni di tanti cittadini, specie di quelli che, purtroppo, per status non vengono tenuti in considerazione, perché non parlano, non si “raccomandano”, non hanno voce. E, purtroppo, questi cittadini non hanno quasi mai risposte.
La filosofia virgiliana del “Non ti curar di loro, ma guarda e passa” nella politica regna sovrana. Anche Voi spesso la utilizzate, come nel caso di cui vi metto al corrente, ma che ben conoscete.
Il vostro “guarda e passa”, però, sta divenendo un vezzo, perché nonostante ci sia chi parla, invita, scrive, motiva, propone, grida, inveisce… voi AUCTORITATES, sembra, dico SEMBRA, che vi muoviate, ma lo fate seguendo la filosofa siciliana dell’《annacamento》, vale a dire il massimo sforzo col minimo di movimento, di strada da percorrere per giungere ad una meta.
Lo abbiamo constatato nel caso delle colombaie interdette da 12 anni al Cimitero Monumentale.
Per questo caso vi ricordo che abbiamo raccolto firme, fatto anche petizioni online, richieste di incontri a voi Autorità Amministrative di Modica per anni e con mia “lettera aperta” e messaggi al Vescovo di Noto nel febbraio ’25, quasi un anno fa.
Ma ci sono voluti otto mesi (!) solo per fissare e realizzare un incontro tra voi e il Prefetto di Ragusa.
E, però, giunti a questa data e incontro? Silenzio! Bocche cucite, dicono i giornali.
Cosa c’è da far silenzio?
Quali tremende verità o misfatti si celano dietro il lassismo, la dimenticanza, il menefreghismo della pubblica somministrazione e il vergognoso silenzio dell’ex presidente della Cooperativa Di Vittorio, il signor Enzo ROCCASALVA che nega, pur non essendo più NULLA, di fornire i registri dei proprietari dei loculi?
Ma chiedo, e chiedo anche a voi tre AUCTOTITATES, che avete fatto questo incontro: “Cosa vi siete detti, quali decisioni sono state prese?”
Qualcosa la sappiamo da dichiarazioni alla stampa, da risposte consiliari ad interrogazioni, ma, mi chiedo ancora: chi credete di essere, care AUCTORITATES, se colui il quale, cioè il sottoscritto, ha perorato tanto da anni e mesi con raccolta firme, petizioni, denunce sui media, alla fine non viene chiamato da voi per conoscere loro stato sei fatti?
E quando dico “io”, intendo le centinaia di persone che mi spingono a far conoscere e agire per la soluzione del problema. E aggiungo anche la “memoria” viva delle migliaia di defunti nostri parenti.
Ho atteso che qualcuno delle tre AUCTORITAS in intestazione, prendesse il telefono e/o viva voce o con un messaggio mi dicesse: “Piergiorgio Barone, abbiamo parlato col Prefetto… se vuole e può, ho/abbiamo il piacere di invitare lei e qualcuno dei suoi concittadini interessati a conoscere lo stato dei fatti e le iniziative che intendiamo prendere”.
Invece, sono trascorsi quasi tre mesi e NIENTE, NULLA, SILENZIO.
Cosa vi siete detti sulla messa in sicurezza delle migliaia di loculi gestiti da confraternite parrocchiali e cooperative sociali come la Di Vittorio chiusa di oltre 10 anni per rischio di crollo, presso il Cimitero storico di Modica?
Addirittura in una intervista, si arroga il merito dell’incontro di cui sopra l’assessore Viola, quando è stata mia iniziativa stimolare, far conosce lo status della situazione e invitare il vescovo ad intervenire. con lettere aperte, messaggi, documenti e telefonate.
Trovo assolutamente inaccettabile che chi ha stimolato, a nome e per conto di centinaia di parenti dei defunti, non abbia ricevuto la benché minima informazione.
Vi sembra questo il modo di gestire un problema così grave e, soprattutto, la relazione pubblica, sociale con i cittadini? Vi sembra socialmente etico il vostro comportamento?
Non è che il vescovo, la sindaca, l’assessore Viola non possano mettersi in contatto con me o con uno qualsiasi dei cittadini interessati e informare su quelle che sono state le decisioni, le problematiche evidenziate.
Possono ma non lo hanno fatto.
Aggiungo, infine, il mio rammarico per le cose trapelate dalle “bocche cucite” in modo inaccettabile, proprio da chi fa e rende un “servizio”.
Mi riferisco alla deresponsabilizzazione DELL’ENTE COMUNE che prima non veglia, non controlla, lascia fare e alla fine, lavandosene le mani, scarica tutto sulle spalle inermi dei parenti dei defunti.
Tutto ciò quando, invece, si potrebbe (anche. e sottolineo ANCHE. con l’intervento dell’ “onorevole”, che pur essendo stato due volte sindaco ha misconosciuto il problema, stanziare un fondo straordinario regionale per la sicurezza cimiteriale, riservato ai Comuni che abbiano già adottato ordinanze di pericolo e di transennamento e che abbiano accertato, in modo trasparente, che i concessionari non sono reperibili, attraverso la presentazione di progetti di messa in sicurezza con analisi tecniche e previsione di spesa.
La Regione Siciliana certamente può intervenire normativamente e finanziariamente. Può adottare una legge speciale o un articolo nelle legge di stabilità che consenta appunto ai Comuni di utilizzare fondi regionali per la messa in sicurezza di aree cimiteriali pericolanti anche se di proprietà privata o in concessione, a condizione che sia per la tutela della pubblica incolumità e igiene pubblica.
Grazie cara signora Befana per la cortesia che potrai usarmi, non dimenticando che nella calza del camino per queste tre “auctoritates” assieme a questa letterina, metta anche dei carboni.
Niente dolci.
Il carbone può aiutare loro a capire la nostra amarezza ed il colore del nostro cuore nel pensare alla mancata dignità verso i nostri cari morti.
Piergiorgio Barone
A nome di migliaia di cittadini modicani parenti dei defunti dimenticati.