Musica che travalica i secoli: Ton Van Eck incanta Ibla nel trentesimo Festival Organistico
La pietra calda di Ragusa Ibla, illuminata dalle luci della sera, ha racchiuso un altro capitolo di rara bellezza del Festival Organistico Internazionale. Sabato scorso, la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio non era solo un luogo di culto, ma un vero e proprio scrigno acustico, colmo fino all’inverosimile di un pubblico catturato e silenzioso. Ad ammaliare i presenti, il Maestro Ton Van Eck, titolare della cattedrale di St. Bavo ad Haarlem, che ha dialogato con l’anima musicale dell’affascinante organo Serassi-Allieri del 1878.
L’evento ha rappresentato molto più di un concerto. È stato un vero e proprio viaggio nel tempo, una traversata sonora che, dalle note del Seicento di Tarquinio Merula ha raggiunto l’opera sacra di Gaetano Donizetti, passando attraverso il Barocco di Baldassare Galuppi e le composizioni di figure meno note ma di grande fascino come Narcis Casanoves e Christian Friedrich Ruppe. Il programma, sapientemente costruito, ha dato spazio anche alle opere di Antonio Diana e del padre Davide da Bergamo, creando un affresco musicale di straordinaria varietà e coesione. Van Eck, con un tocco al tempo stesso potente e delicato, ha dato respiro a ogni brano, bilanciando il virtuosismo tecnico richiesto dalla meccanica dello strumento con una profondità interpretativa che ne ha svelato l’essenza più intima.
La serata ha confermato lo statuto internazionale di un festival, giunto alla trentesima edizione, che si fregia del sostegno del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa, del Comune di Ragusa, di BAPS e dell’Associazione Organistica Siciliana, sotto l’alto patrocinio di S.E. Mons. Giuseppe La Placa. La direzione artistica del Maestro Marco D’Avola, ispettore onorario per la tutela degli organi storici in Sicilia, è ancora una volta garanzia di una proposta di eccellenza.
Ma il concerto è stato anche l’occasione per apprezzare il profilo di un artista completo. Olandese di fama mondiale, Ton Van Eck vanta una carriera che unisce una brillante attività concertistica – con tournée in tutto il mondo, dalle Americhe alla Terra Santa – a un impegno profondo nella salvaguardia del patrimonio storico. La sua predilezione per il repertorio francese ottocentesco e novecentesco gli è valsa numerosi riconoscimenti, mentre la sua competenza lo vede coinvolto in oltre cento progetti di restauro di strumenti antichi in collaborazione con le istituzioni olandesi, oltre che autore di studi fondamentali sull’interpretazione e la conservazione.
Nella cornice perfetta di Ibla, tra le volte della chiesa e le delicate decorazioni barocche, ogni nota ha dunque raccontato una storia doppia: quella della musica scritta sui pentagrammi e quella, altrettanto preziosa, della dedizione a preservare le voci, spesso silenziose, di strumenti che sono monumenti della cultura europea. Il pubblico, lasciandosi alle spalle la chiesa, ha portato con sé il ricordo di un’esperienza totale, dove l’arte musicale, la storia dell’arte e la competenza umanistica si sono fuse in un unico, indimenticabile, messaggio di bellezza.