Pare che compito principale di Giunone, regina degli dei, fosse quello di accompagnare la nascita del giorno, poi all’alba ricevere le preghiere dei sacerdoti nei templi insieme alle preghiere dei fedeli, partecipare alle prime assemblee sul Monte Olimpo convocate da Zeus per decidere il destino dei mortali, e infine sempre di buon mattino cominciare a vigilare sulla terra, in particolare sui matrimoni e sulle donne incinte che erano sotto la sua protezione. Inoltre una volta all’anno, rigorosamente all’alba, la Dea – Hera nell’antica Grecia – compiva un rituale segreto: il bagno nella sorgente di Canato, per lavare le impurità dell’anno trascorso e ritrovare la verginità simboleggiando il rinnovamento del matrimonio sacro con Zeus.
Questa e tante altre suggestioni del mito riecheggiano ne “Il risveglio degli Dei” , viaggio tra musica e teatro che – dall’oscurità che volge attraverso il crepuscolo mattutino alla luce del giorno – nella Valle dei Templi di Agrigento muove dal tempio di Giunone fino a quello della Concordia, dal mito di Narciso alla guerra di Troia, in un’immersione spazio-tempo intensa e coinvolgente la quale in un percorso comune affianca attori e spettatori, come Giunone e i suoi seguaci ad ogni alba.
Domani, domenica 30 agosto, l’ultima replica di una sequenza di dieci rappresentazioni nel corso di quest’estate che sigillano con grande successo un appuntamento ormai decennale. Giovedì scorso, 27 agosto, è andato in scena il penultimo spettacolo in calendario, animato come sempre da grande partecipazione.
Scritto e diretto dal regista agrigentino Marco Savatteri e firmato dalla “Savatteri Produzioni” in collaborazione con il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, la rappresentazione conduce magistralmente il pubblico per mano – in piena armonia di testo e di contesto, di temi del mito e di emozioni dentro la scena – in un viaggio nelle grandi leggende capaci di illuminare e scuotere ancora oggi la coscienza dell’uomo. Di forte impatto, anche giovedì scorso ma si tratta ormai di un certezza, la piena sintonia delle azioni di scena con il timing naturale dell’aurora. Lungo la Via Sacra attori e performers accompagnano il pubblico condividendo e vivendo la stessa esperienza.
Di grande pregio artistico la pièce dinanzi alle colonne del tempio tra dialoghi, musiche, narrazioni e canti in una simbiosi perfetta tra temi e motivi classici e moderni. Superlativi i costumi, giustamente sobria la scenografia dinanzi all’esplosione naturale e istantanea di così tante forze e suggestioni del “tempo lungo” della civiltà umana.
Ciò non vuol dire che il testo e il messaggio contenuto svaniscano. Anzi, il regista offre, al pubblico che interagisce, il tema del mito come grande lezione sempre viva e universale, capace di raccontare come l’uomo distanziandosi progressivamente dal divino si allontani anche da sé stesso perdendo i valori e le virtù che gli dei incarnano. Di forte attuale il richiamo al tema della guerra la quale priva gli uomini dei due beni più preziosi di cui dispongano, la vita e il tempo, e ciononostante esso non smette di essere il male cronico dell’umanità, nonché dimostrazione sempiterna della sua stupidità.
Il sunrise show nato, per la geniale intuizione di Marco Savatteri, nei Templi dell’antica Akragas – la città con 26 secoli di storia fondata da coloni di Rodi e Creta provenienti da Gela e che Pindaro definì “la più bella città dei mortali” – con questo decennale varca i confini del teatro classico per raggiungere vette impensabili di diffusione nel web con diverse centinaia di milioni di visualizzazioni nel mondo e un trionfo di ascolti dell’album contenente le musiche dello spettacolo pubblicato da Spotify appena il 9 agosto scorso.
La produzione guarda adesso agli Stati Uniti. Il gemellaggio con la Montclair State University, attraverso il progetto Inserra coordinato da Teresa Fiore docente alla Montclair State University nel New jersey, ha portato ad Agrigento cinque studenti americani di Musical, coinvolti in una residenza artistica di due mesi e nelle rappresentazioni nello scenario dei Templi.
L’interesse del pubblico straniero ha fatto nascere l’ipotesi di incidere il disco in inglese e portare lo spettacolo anche negli Stati Uniti. Savatteri non esclude la possibilità di un tour mondiale: “Ovunque andremo, viaggerà con noi il racconto della Sicilia, delle nostre maestranze e dei nostri attori”.