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Pedalino, la denuncia del PD: la comunità è stata abbandonata dalle istituzioni

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Piange il cuore, davvero, a girare per le strade di Pedalino, e cogliere più o meno vistosamente lo stato di degradante abbandono cui l’amministrazione Schembari l’ha ridotta. Notoriamente, i pedalinensi sono persone sane, genuine, laboriose. E pazienti. Nonostante tutto, continuano ancora a essere tali, se non fosse per la pazienza che ormai si è persa e con essa si è persa pure la fiducia verso questa amministrazione che, negli ultimi quattro anni e mezzo, è stata latitante e sorda ai problemi che di volta in volta la comunità gli ha sottoposto: promesse, sorrisi, pacche sulle spalle, comparsate ma poi, nella sostanza, nulla.

Genuini sì, ma stupidi no.

Cominciamo il nostro giro a Pedalino dalla scuola dell’infanzia “S. Maria Goretti”. La situazione è davvero imbarazzante: muffa in diversi ambienti e cisterna dell’acqua non in condizioni igienico-sanitarie ottimali. Dopo diverse, reiterate sollecitazioni da parte della dirigente scolastica e dei genitori, soltanto adesso, ma perché forse siamo vicini alle elezioni, nel refettorio si sta provvedendo alla sostituzione di diverse vetrate pericolose per l’incolumità dei bambini e di quanti altri lo frequentano.

Piazza Gramsci: fontana senza acqua e abbandonata a se stessa da quasi 5 anni, cioè da quando questa amministrazione si è insediata; illuminazione pubblica fatiscente (pare che si aspetti la sostituzione dei vecchi impianti con altri a led: chissà se l’avvicinarsi delle elezioni, anche stavolta, porterà l’amministrazione Schembari, pure se tardivamente, a ricordarsi di Pedalino);

Strada di sbocco di via Basento in via XXV Aprile: non pervenuta. Nonostante già nella precedente amministrazione, quella che, a differenza di questa, aveva davvero a cuore i bisogni e le esigenze di Pedalino, si era approvata in Consiglio comunale una cessione volontaria e si erano programmate le somme necessarie per aprire la nuova arteria che permetterebbe di collegare al resto della frazione una delle nuove zone di espansione.

Pieni di amarezza, concludiamo questo giro segnalando lo stato di intollerabile incuria in cui versano la via Serafino Amabile Guastella e la strada interna che collega con c.da Bosco Cicogne, e denunciando l’assenza della Polizia Municipale e l’impossibilità di potere realizzare quel sogno di tanti pedalinensi di seppellire vicino casa i propri cari. Anche qui, tante promesse, tante rassicurazioni e, alla fine, niente: progetto affossato per sempre.

Ci eravamo ripromessi di accompagnare le critiche e le denunce con delle proposte concrete, ma qui, in effetti, trattandosi di ordinaria, ordinarissima amministrazione, non è che ci sia granché da dire: sarebbe bastato fare il proprio dovere, cioè amministrare, senza infamia né gloria. E siccome non si è fatto, delle due l’una: o siamo di fronte a un caso di rimozione collettiva, cioè l’amministrazione attuale si è completamente scordata dell’esistenza della frazione di Pedalino; oppure non gli è mai importato nulla.