“Sono tornato”. Cristiano Ronaldo risponde sul campo e scrive la storia: a segno in sei mondiali diversi
CR7 trascina il Portogallo nel 5-0 sull'Uzbekistan e mette la firma su un'impresa senza precedenti nella storia della competizione
Messi, Mbappé, Haaland, tutti e tre a segno in questa fase iniziale del Mondiale. Mancava all’appello dei fuoriclasse solamente Cristiano Ronaldo che si è fatto in effetti un po’ attendere ma il risultato non ha deluso le aspettative. «I’m back», «Sono tornato», CR7 ce lo ha voluto fare sapere dopo il triplice fischio. In verità non è mai andato via, è sempre stato lì, nell’Olimpo del calcio e ieri è salito in cattedra nella seconda partita del Portogallo contro il malcapitato Uzbekistan. Da quel lontano 17 giugno 2006, giorno in cui firmò un gol nel 2-0 in Portogallo-Iran, Cristiano Ronaldo non si è più fermato. Ieri ha scritto un altro capitolo della storia del calcio, oltre che della propria leggenda diventando il primo giocatore in assoluto a segnare in sei Mondiali diversi. Lo fa al 6° minuto, sei proprio come i Mondiali a cui ha preso parte; per i più scettici una pura coincidenza, l’ennesimo tassello di un meraviglioso romanzo calcistico per chi invece crede che in questo sport nulla sia casuale. Esultanza corale, panchina compresa, per spazzare via le polemiche che nei giorni scorsi lo hanno visto protagonista. La risposta arriva dunque forte e chiara ai detrattori, agli odiatori seriali che hanno seminato zizzania attorno al campione di Madeira e che, facendo leva sulla solita retorica del “giocatore finito”, sulle note dell’ormai banale e scontato motivetto “è un peso per la sua Nazionale” lo hanno dato – ancora una volta – per spacciato. Nessun problema, CR7 risponde come sa meglio fare, come ci ha abituato in questi ventitré anni di carriera stratosferica. Lo fa a modo suo: con una doppietta, sfiorando la tripletta e una prestazione di livello da assoluto protagonista mostrando una cattiveria agonistica come se non avesse mai vinto nulla in carriera e avesse ancora tutto da dimostrare. La verità è che Cristiano Ronaldo non è solamente una macchina da gol – 975 reti in carriera con quelli di ieri – ma è protagonista anche quando non segna. Dimostra di essere uomo squadra quando cede la punizione a Nuno Mendes che vale il doppio vantaggio della selezione portoghese.
Da una parte l’immensità di un campione che illumina lo Stadio di Houston, dall’altro un gruppo che ha risposto presente creando un connubio perfetto la cui importanza è stata sottolineata proprio dal numero 7 portoghese; non conta il singolo ma il collettivo. In una serata in cui non c’è stata storia tra Portogallo e Uzbekistan e il risultato finale ne è la fotografia perfetta, la selezione verderossa ha dominato il match giocando soprattutto nelle due linee create dagli uzbeki a ridosso della loro aria di rigore. Il gioco della formazione di Martínez ha allargato le maglie di queste linee facendo sì che il possesso palla non risultasse sterile ma efficace. Missione compiuta, Portogallo batte Uzbekistan 5-0.