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CUSIR – Parla il direttore Giorgio Nicastro: “Siamo delle pedine in un gioco politico molto più ampio”

Stipendi fermi da quasi un anno e 540 mila euro di fondi regionali bloccati. Giorgio Nicastro, direttore del CUSIR, racconta la situazione del Consorzio Universitario Siracusano e una vertenza che continua a pesare suI lavoratori e sull’attività dell’ente.

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Prosegue lo sciopero a oltranza . Da quasi un anno i lavoratori attendono il pagamento degli stipendi, mentre resta ancora irrisolto il nodo dei circa 540 mila euro di finanziamenti regionali destinati al Consorzio Universitario Siracusano e bloccati dal dicembre 2024. Una situazione che, mese dopo mese, ha reso sempre più difficile la gestione ordinaria dell’ente. A ricostruire la vicenda è Giorgio Nicastro, direttore del CUSIR, che nell’intervista ripercorre l’origine del blocco, i rapporti con la Regione e il progressivo irrigidirsi del confronto con l’Assessorato regionale dell’Istruzione. «Siamo delle pedine in un gioco politico molto più ampio», afferma Nicastro, descrivendo una vertenza che, secondo la ricostruzione del Consorzio, va ben oltre la sola questione amministrativa legata ai finanziamenti.

L’estromissione del Presidente e il cambio della normativa

Al centro dello scontro ci sono le modifiche introdotte dalla Regione ai criteri di composizione e finanziamento dei consorzi universitari. L’esclusione dei soci con scopo di lucro ha inciso sull’accesso alle risorse del CUSIR nel dicembre 2025, tagliato fuori nonostante avesse operato le modifiche richieste.

Nel settembre dello stesso anno, l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano è intervenuto direttamente sulla vicenda con una lettera indirizzata alla rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari. “Si chiedeva al rettorato di recedere dalle convezioni in quanto il CUSIR non avrebbe mai più beneficiato dei contributi” racconta Nicastro. Un interessamento che, secondo la ricostruzione del direttore, non sarebbe stato riservato agli altri consorzi neppure in sede di verifica dei requisiti per le erogazioni del 2025. «Nessun altro consorzio è a norma rispetto a questa legge, ma a tutti gli altri sono stati elargiti i contributi», sostiene.

La matrice dello scontro risiede nella presidenza dell’ente, e comincia con il recesso per giusta causa del dottor Giovanni Perino – Capo di Gabinetto vicario dell’Assessore Mimmo Turano –  nominato alla guida del CUSIR nel novembre 2023 su designazione dell’Assessorato regionale. Dopo la revoca, la Regione ha prima nominato Rossana Signorino e, in seguito alle sue dimissioni, il 12 giugno 2025 ha indicato come presidente l’avvocato Enrico Pistone Nascone che, ad oggi “non ha mai accettato, ma neanche rifiutato la nomina”. Il mancato subentro denunciato da Nicastro è stato determinante nella mancata liquidazione dei contributi: “ci sono stati negati proprio per l’assenza del presidente di nomina regionale”.

Le sorti del consorzio

Nel frattempo, però, gli effetti più immediati continuano a ricadere sui lavoratori e sull’attività dell’ente. Il blocco dei fondi rende infatti più difficile sostenere le spese ordinarie e garantire continuità ai servizi legati alla presenza universitaria nel territorio siracusano. Sul fronte accademico, le barricate sono alte. La richiesta del direttore Nicastro all’Università degli Studi di Messina è semplice: “vorrei un appuntamento per discutere di queste ragioni, è da luglio che lo chiedo ma non sono riuscito ad ottenerlo”.

La questione, a quasi un anno dall’inizio della crisi, non riguarda soltanto gli stipendi arretrati o la tenuta economica del CUSIR. Coinvolge anche gli studenti, particolarmente numerosi in questo anno accademico, e più in generale il futuro dell’offerta universitaria in provincia. È su questo punto che Nicastro lancia il suo appello alle istituzioni: tornare a interessarsi del territorio e del ruolo che il Consorzio svolge da anni. “Noi formiamo persone, diamo ai cittadini della provincia l’opportunità di potersi formare senza dover necessariamente affrontare i costi della vita da fuorisede”, sottolinea il direttore.

Un valore che, secondo Nicastro, va oltre la singola vertenza. “Da decenni si parla di università a Siracusa, abbiamo portato corsi importanti”, ricorda, rivendicando il ruolo del Consorzio nella costruzione di un’offerta formativa stabile sul territorio. La richiesta, dunque, è che la vicenda non venga letta soltanto come uno scontro amministrativo o politico, ma come una questione che riguarda l’accesso alla formazione, le opportunità per i giovani della provincia e il futuro stesso della presenza universitaria a Siracusa.