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Il segretario generale Giampiero Bella lascia il Comune di Modica per andare alla Provincia, obiettivo di caccia di Ignazio Abbate: è il regalo di Renato Schifani a Totò Cuffaro per tenersi buono l’alleato. Probabilmente già lunedì la nomina da parte della commissaria Patrizia Valenti. E intanto l’ex sindaco punta alla poltrona di assessore regionale agli enti locali e funzione pubblica

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I premi a Giampiero Bella non finiscono mai.

Il 23 dicembre scorso abbiamo riferito delle generose indennità aggiuntive concesse dal Comune di Modica al suo segretario generale e, con un’inchiesta (qui) abbiamo cercato di spiegare tanta generosità da parte di un ente sovraindebitato.

Si trattava di ‘indennità di risultato’, attribuite quindi sulla base dei risultati raggiunti e pertanto ci siamo concentrati sulle performances del burocrate caro ad Ignazio Abbate, ex sindaco ma ancora dominus assoluto a palazzo San Domenico.

Lettrici e lettori sanno che ad agosto scorso, quando la neo sindaca Maria Monisteri era ancora in tempo per sostituire il segretario, si era profilata la possibilità che Bella lasciasse la propria poltrona per andare a sedersi su quella analoga del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa (ex Provincia) ma poi non se ne fece niente perchè la nomina di Patrizia Valenti a commissaria straordinaria dell’ente non era – o allora allo stesso Abbate non appariva – funzionale a questa sua mira.

Ora c’è una novità. Bella andrà a Ragusa in viale del Fante e a nominarlo sarà proprio Valenti. L’attuale organo monocratico di vertice dell’ex Provincia iblea è una funzionaria di lungo corso, laureata in scienze agrarie ma lanciatissima nella burocraziaa regionale fin dagli anni ’90 quando Cuffaro, eletto la prima volta nel ’91, mette piede a palazzo dei Normanni e poi anche a palazzo d’Orleans. Ed ecco Valenti più volte nelle posizioni fiduciarie strategiche e più importanti al vertice di gabinetti, staff  e uffici di diretta emanazione delle presidenze Cuffaro e Lombardo e in vari assessorati dei loro governi; tra i tanti incarichi anche quello di presidente del Cas, il consorzio autostradale siciliano, e – addirittura – di assessore nella giunta-Crocetta nella quale i cuffariani hanno un gran peso.

La designazione di Valenti a commissaria dell’ex Provincia di Ragusa, come le altre del giro a settembre scorso, furono fatte da Schifani con propria provvista e riserva di potere rispetto alle richieste dei vari partiti e capicorrente della coalizione. In quel periodo la trama gradita ad Abbate sulle poltrone di segretario generale a Modica e in Provincia non si rivelò possibile. Ora qualcosa è cambiato.

E’ stato Schifani ad ordinare a Valenti questo passo che è un regalo a Totò Cuffaro, e quindi ad Abbate, ma è anche un premio ulteriore a Bella che potrà avanzare in carriera e stipendio. E nessuno più di Abbate sa quanto questo premio il burocrate se lo sia più che meritato. La nostra inchiesta giornalistica richiamata in precedenza può fornire molti indizi in questo senso.

Ma perchè Schifani ha voluto cedere un pezzo della riserva di potere che aveva tenuto per se all’atto di questo giro di nomine? Perchè ha bisogno di Cuffaro, per tenerlo con sè a sostegno del proprio governo in questa guerra interna tra i partners della coalizione.

Schifani, in linea con il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, ha detto no a Cuffaro che voleva ospitalità nella lista per le elezioni europee (avrebbe stravinto la gara delle preferenze su ogni altro nome forzista) e l’ex presidente – pregiudicato con l’aggravante mafiosa – non l’ha presa bene. Schifani, che ne conosce metodo e linguaggi, lo ha capito e cerca di correre ai ripari, anche perchè nel gioco di sgambetti reciproci (tra Lega, Mpa, Dc e la stessa Forza Italia dove il gruppo dell’assessore all’Economia Marco Falcone lavora per sè) dovuto anche alle insidie dello sbarramento del 4% nelle elezioni europee, a rischiare di uscirne travolto è proprio il governo regionale.

Cuffaro, scafato e sornione, è determinato a far valere il suo 6,5% che pesa un settimo nella coalizione: con i suoi cinque deputati è decisivo per la sua tenuta. Conosce anche i trucchetti della politica e li sa maneggiare con profitto come quando, convinto di non ricevere una fetta della torta adeguata alla propria mole e al proprio appetito, fa finta di rifiutare con apparente eleganza la sua parte proponendo, con inverosimile disinteresse di parte, il sorteggio per la nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie.

Mentre l’Mpa di Raffaele Lombardo nelle liste per le europee apre a Cateno De Luca (che di Schifani è stato l’avversario più forte nella corsa alla presidenza) il capo del governo regionale corre ai ripari e soddisfa parte delle mire di Cuffaro, alcune delle quali sono a beneficio diretto di Abbate che dentro il partito si sbraccia per ampliare influenza e potere. L’ex sindaco di Modica punta ad un assessorato e Cuffaro sta cercando di accontentarlo, senza sacrificare alcuno dei suoi in giunta (Andrea Messina e Nuccio Albano) ma semplicemente puntando ad una terza poltrona che verrebbe sfilata ad uno degli alleati più deboli e rissosi.

Abbate, che è già presidente della Commissione affari istituzionali e vice presidente del gruppo parlamentare del partito di Cuffaro, vuole entrare in giunta per occuparsi di enti locali e funzione pubblica (come Patrizia Valenti nel governo-Crocetta), una postazione che egli sa di potere gestire in linea con la propria vocazione, a Modica ben nota, con i propri interessi, diretti e indiretti, nonchè con una sorta di core business che egli oggi vede come mezzo di appagamento della propria ambizione e come base di ulteriore crescita del proprio potere.

Vedremo se riuscirà. Intanto la poltrona che Bella occuperà alla Provincia per Abbate è importante. Premia un suo fidatissimo scudiero e lo sprona così a rendere analoghi servigi dalla tolda burocratica di comando di un ente su cui il neo deputato vuole insediare tutto il proprio potere: intanto amministrativo, poi politico se riuscirà a piazzare alla presidenza, quando si tornerà a votare, un suo uomo o una sua donna: pare che questa volta, non sappiamo se in ossequio all’alternanza, sia sul tavolo la prima opzione.

L’ultimo presidente della Provincia eletto, Franco Antoci, è cessato dalla carica dodici anni fa, nel 2012, e di quel consiglio provinciale uscente Abbate ha fatto parte: eletto nel 2007 nella lista Ds scoprì poi i vantaggi della contiguità con la gestione e quindi l’utilità della vicinanza all’Udc, il partito del presidente rispetto al quale i Ds erano all’opposizione.

Ora Abbate, con il suo potere personale accumulato, anche senza partiti, in dieci anni e mezzo di comando al Comune di Modica, e con quello che in ambito regionale gli deriva dal suo partito attuale (la Dc del pregiudicato Cuffaro) mette le mani sull’ex Provincia proprio quando essa si accinge a tornare alla vita democratica e perciò le leve del suo potere non saranno più solo quelle burocratiche ma anche propriamente politiche e perciò di forte influenza sulla realtà sociale ed economica del territorio. Sul fedelissimo prossimo segretario della Provincia il deputato cuffariano confida da subito per avere un sostegno utile a vincere la partita (certo non sarà la commissaria Valenti a mettergli il bastone tra le ruote) e, se dovesse riuscirci, per stringere in seguito la presa riproponendo il suo metodo nell’ente intermedio.

Sicuramente Abbate troverà per il Comune di Modica, concesso con vincolo di mandato alla fedelissima Monisteri, un segretario generale funzionale alla preservazione del sistema così ben collaudato proprio dallo stesso Abbate grazie anche alle cure premurose e all’assistenza, paziente e creativa, di Bella.

La sua promozione costerà il sacrificio di un onesto burocrate, Stefano D’Arrigo, dal 2020 titolare della segreteria generale del Libero consorzio dei Comuni di Ragusa (dopo analoghe esperienze ad Enna e Siracusa) ‘colpevole’ di non avere le stesse caratteristiche di Bella nella concezione della funzione e nel suo concreto esercizio. Ciò risulta ad un’attenta analisi documentale ma è visibile anche a distanza. Per esempio sul sito dell’ente risultano regolarmente pubblicate le sue dichiarazioni e assolti gli adempimenti prescritti dalla legge a garanzia della trasparenza e per la prevenzione e repressione della corruzione. Sono gli stessi obblighi ‘regolarmente’ violati, come la nostra recente inchiesta documenta, dal Comune di Modica, a cominciare proprio dalla sua bella guida burocratica.