Turci: «L’Inter resta la squadra da battere. L’Europa League deve essere un obiettivo per la Juve. Un acquisto importante? lo ha fatto il Milan e su Mancini…»
Tommaso Turci in esclusiva a InSiciliaReport: l'analisi del giornalista e bordocampista di Dazn sul campionato di Serie A che sta per iniziare, sul calciomercato e sul Mancini bis
In esclusiva a InSiciliaReport è intervenuto il giornalista e bordocampista di DAZN, Tommaso Turci. Di seguito la sua analisi sulla prossima stagione di Serie A che sta per prendere il via, sul calciomercato e sulla scelta di affidare le chiavi della panchina Azzurra nuovamente a Roberto Mancini.
Qualche giorno fa si è giocata Juventus-Inter che, seppur fosse un’amichevole era a tutti gli effetti un derby d’Italia dal retrogusto di campionato. In partita si è vista un’Inter più avanti nella preparazione rispetto ai bianconeri. Concetto riscontrabile per esempio nell’organizzazione del gioco e nel giro palla a ritmi elevati. Le chiedo se, anche alla luce di queste prime uscite, l’Inter anche quest’anno resta la squadra da battere e se ha la rosa più forte del campionato.
«Allora, io credo che nonostante sia ancora calcio d’estate – perché è evidente che parliamo comunque di partite amichevoli – che si giocano durante la preparazione, l’Inter resta la squadra senza dubbio da battere in questo campionato, quella più avanti e quella che rispetto alla passata stagione è riuscita anche con un mercato mirato fino a questo momento a dare continuità a livello di rosa, mantenendo la sua ossatura forte. In questo senso credo che sia nettamente avanti rispetto alle inseguitrici. È chiaro che poi dopo ci sono tutte le altre dietro che proveranno a colmare questo gap che c’è con la squadra di Chivu, che secondo me oggi è ancora abbastanza grande».
Domenica si gioca Frosinone-Juventus: si aspetta una partita in cui i bianconeri partiranno già forte o una partita più di “rodaggio”?
«Credo che in questo precampionato la Juventus abbia lavorato con un’idea ben precisa, quella di Spalletti che ha portato avanti le sue idee, come ad esempio Douglas Luiz titolare in tutte le partite con i nuovi che si stanno inserendo gradualmente con grande ambizione, grande voglia e quindi penso che sarà una Juve subito competitiva per prendersi subito i tre punti e per essere già in forma campionato. Ci sono poi diversi giocatori che devono ancora arrivare, l’ultimo arrivato adesso è Vicario che è sicuramente un acquisto che a me piace molto e dà anche qualcosa di più, secondo me, a una difesa di buon livello. Il suo arrivo e quello di Lucumí alzano sicuramente il livello della Juve».
Serviva un cambio netto per la porta della Juventus e tra l’altro Carnevali aveva promesso a Spalletti il portiere prima dell’amichevole in casa con la Juve Next Gen. La scelta è ricaduta su Vicario. A parer suo, pensa sia stata una scelta obbligata considerando i vari scenari che si sono susseguiti con gli altri profili monitorati dalla Juventus?
«L’idea della Juve era quella sicuramente di prendere un portiere di livello internazionale con un profilo importante. Probabilmente Vicario non era la prima scelta, ma resta comunque un portiere importante – che è reduce da una stagione non brillantissima – ma che può tornare sicuramente ai suoi livelli. Mi sento quindi di dire che vale un po’ per tutti gli acquisti questo, è un ventaglio di scelte non sempre riesci ad arrivare alla prima, ma poi se arrivano dei giocatori forti, ti alzano inevitabilmente il livello come appunto è l’arrivo di Vicario che tra l’altro ripeto, arriva anche alla Juventus dopo un percorso anche molto lungo di crescita, perché non è più giovanissimo».
Douglas Luiz è stato promosso da Spalletti che è stato convinto dal brasiliano. In effetti nel corso di questa tournée estiva – compresa la partita con la Juventus Next Gen con l’assist per il 2-0 di Conceicao – ha dimostrato di saper ancora giocare a calcio. Lei che sensazioni ha avuto vedendolo giocare? Pensa possa rientrare nelle rotazioni del centrocampo juventino?
«Mi sembra che intanto abbia lavorato in queste settimane con la testa giusta e questa è la cosa più importante. Le qualità tecniche sono sotto gli occhi di tutti visto che è un giocatore che sa come si tratta il pallone, è chiaro che poi dopo bisogna anche rispettare quelle che sono le esigenze di un allenatore come Spalletti che ha richieste sempre molto alte. Fino a questo momento evidentemente sta lavorando bene perché Spalletti continua a proporlo e può essere sicuramente un valore aggiunto, ma tutto dipenderà soprattutto da lui e dal suo spirito nell’affrontare specialmente quelli che possono essere i momenti complessi all’interno di una stagione; le insidie sono tante, la concorrenza è tanta. Lui le qualità per imporsi ce le aveva anche quando era arrivato un paio di stagioni fa poi dopo, insomma, tutto quello che è successo lo conosciamo. Credo avrà sicuramente voglia di rivalsa, avrà voglia di far vedere e di dimostrare tutto quello che ha il suo valore».
Elkann ha dichiarato che l’ambizione della Juventus è sempre stata quella di vincere. Quest’anno giocherà l’Europa League, le chiedo se secondo lei può ambire a vincerla
«L’Europa League deve essere un obiettivo per la Juve anche perché non ci sono più le retrocesse della Champions, quindi resta una squadra di primissimo livello per questa competizione e resta una squadra che deve puntare al massimo non solo in campionato ma anche alle coppe; vale per l’Europa League ma vale anche per la Coppa Italia. La Juve deve provare ad arrivare in fondo a tutto, diciamo che all’inizio magari si può pensare che questa competizione sia un problema tra virgolette, poi però a mano a mano che si va avanti diventa un’opportunità e come tale va sfruttata. Sicuramente la Juventus deve provarci».
Qual è stato il colpo di mercato che le è piaciuto di più fino a questo momento?
«Per me un acquisto importante l’ha fatto il Milan con Mario Gila perché è un giocatore che per me l’anno scorso ha fatto molto bene e ha sempre giocato con attenzione, con dedizione anche quando la Lazio magari non ha fatto partite brillantissime. Mi sembra quindi un acquisto di buon livello che magari non è passato in primissimo piano rispetto a tanti altri acquisti ma anche l’acquisto di Stones nell’Inter è un acquisto che tiene alto il livello di una difesa già forte ed è stato sicuramente un’opportunità colta alla grande da Marotta e della società nerazzurra».
A parer suo il Como può rientrare nelle prime tre del campionato?
«Allora, quando hai la Champions League, soprattutto quando non hai esperienze in questa competizione, tendi a impiegare molte risorse fisiche e mentali proprio sul giocare questo tipo di partite che sono il sogno un po’ di tutti i calciatori che cominciano a giocare a pallone, quindi inevitabilmente queste risorse le vai a togliere nel campionato. Non sarà facile portare avanti entrambe le cose, io banalmente credo che il Como potrà fare una grande Champions o comunque potrà fare delle belle partite in Champions League, ma farà un pochino più fatica a trovare la continuità in campionato, anche perché questo significa avere una rosa con, insomma, almeno 22 giocatori di altissimo livello se vuoi restare in vetta alla Serie A e fare anche bella figura in Champions. Poi cambia tutto il discorso proprio dell’organizzazione del lavoro settimanale, anche per Fabregas e per il suo staff, per una società comunque inesperta a livello europeo perché resta comunque agli esordi, si gioca ogni tre giorni, gli allenamenti saranno diversi, i carichi di lavoro saranno diversi, i viaggi saranno molto di più quindi è difficile confermarsi in campionato con questo tipo di competizione. È chiaro che è uno stimolo per Fabregas e per tutti i giocatori che l’anno scorso sono stati effettivamente la rivelazione di questo campionato».
La Nazionale riparte da Roberto Mancini: pensa sia il giusto compromesso per provare a far tornare grande l’Italia?
«Diciamo che per come si erano messe le cose, per come c’è stato il cambiamento repentino con le dimissioni di Maldini e Leonardo che non hanno di fatto iniziato il loro operato e non sono riusciti a iniziare a progettare il futuro dell’Italia, la soluzione Mancini è la soluzione che ti permette di avere in casa qualcuno che conosce già le dinamiche e l’ambiente, quindi qualcuno che sa già come si lavora all’interno proprio della Nazionale italiana, conosce già il mondo che c’è intorno al pianeta azzurri, intorno a Coverciano. Chiaramente parliamo di un allenatore che ha una grande esperienza e ha fatto vincere all’Italia un Europeo nel 202, che ha una grande voglia anche di riscattare insomma la fine della sua avventura per tutte le cose che ha detto anche in conferenza stampa; pertanto io come sempre voglio essere fiducioso e voglio sperare che sarà un percorso nuovo e con grandi stimoli e con grandi soddisfazioni, mi auguro».
Si ringrazia Tommaso Turci per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.