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Turci: «Juventus-Fiorentina? Partita complessa per la Juve, si gioca tutto. Rinnovo Vlahovic sì ma a una condizione. Ai Mondiali sono curioso di vedere come si comporterà questa squadra»

Tommaso Turci in esclusiva a InSiciliaReport: l'analisi del giornalista e bordocampista di Dazn su Juventus-Fiorentina, lotta Champions con una curiosità sul prossimo Mondiale

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In esclusiva a InSiciliaReport è intervenuto il giornalista e bordocampista di DAZN, Tommaso Turci. Di seguito la sua analisi sulla prossima sfida che attende i bianconeri, Juventus-Fiorentina, sulla lotta Champions e anche una curiosità sul prossimo Mondiale che partirà tra non molto.

 

Facendo un po’ il punto della situazione la Juventus è passata dall’essere, circa un mesetto fa, fuori dalla zona Champions ad addirittura rischiare di agguantare il secondo posto – al netto del fatto che il Napoli ha un calendario più alla portata rispetto a quello dei bianconeri – che domenica affronteranno la Fiorentina e poi il Torino nel derby. Le chiedo come arriva la Juventus alla sfida con la Viola e che partita si aspetta?

 

«Ormai siamo arrivati in fondo a questo campionato quindi non è che vedremo qualcosa di tanto diverso rispetto a quello che abbiamo visto fino ad ora. Le squadre cercheranno di mantenere più o meno la loro identità e cercheranno di portare a casa il massimo per raggiungere i rispettivi obiettivi. La partita contro la Fiorentina sicuramente è una partita sentita soprattutto dal punto di vista della tifoseria Viola quindi, nonostante l’obiettivo sia stato raggiunto dalla squadra di Vanoli, credo che sarà una partita vera e complessa per la Juve. È chiaro che devono valere le motivazioni per la Juventus soprattutto davanti al proprio pubblico, deve valere il peso di più o meno una stagione perché adesso ci si gioca veramente tutto. Ci si aspetta qualcosa di più sicuramente rispetto alle ultime due uscite con Verona e Lecce in cui la Juventus ha conquistato quattro punti, è chiaro che non puoi sbagliare perché dietro continuano a correre e non puoi permetterti passi falsi quindi mi aspetto una Juve molto concentrata, molto attenta che dovrà sbagliare poco perché la Fiorentina sarà sicuramente più libera di testa».

 

Che sensazioni ha avuto dalle due prestazioni da protagonista (con Verona e Lecce) di Vlahovic? Perché subito dopo la partita con i giallorossi in particolare, si è parlato di un giocatore che quando è in campo si sente e fa la differenza. Tra l’altro è anche da poco rientrato dall’infortunio

 

«Mi sembra che abbia portato tanta energia all’attacco della Juve, tanta voglia di incidere e che abbia delle caratteristiche uniche rispetto a quello che è l’attacco in generale della Juventus. L’ha detto tante volte in questa stagione Spalletti quanto sia essenziale avere un tipo di giocatore che cerca il contatto fisico, che attacca la profondità in un certo modo, anche, se vogliamo, il riferimento offensivo che va a fare la battaglia sportivamente parlando. Vlahovic ha sicuramente questo tipo di caratteristiche e al netto di una condizione che non può essere al top per ovvi motivi visto che è stato assente a lungo, è un giocatore che può dare tanto soprattutto sia contro la Fiorentina che nel derby all’ultima giornata. Poi ogni tipo di valutazione sul suo futuro credo che verrà fatta anche in base al raggiungimento della Champions League insieme chiaramente al ragazzo».

 

Secondo lei sarebbe una mossa azzeccata rinnovare Vlahovic?

 

«La sensazione è che il rinnovo possa essere un’opportunità per la Juventus perché chiaramente dovendo cambiare – se non tutto il reparto offensivo sicuramente qualche giocatore lì davanti – non dover andare a spendere per il cartellino di un calciatore importante ma dovendo solamente estendere un contratto di un giocatore che conosce già l’ambiente, che ha già fatto un tipo di percorso alla Juventus, potrebbe essere vantaggioso. Quindi io la vedo per la Juve – anche considerando il futuro della squadra di Luciano Spalletti che lo stima moltissimo – un’opportunità questa di continuare assieme a Dusan Vlahovic. È chiaro che bisogna capire intanto quali sono le cifre e soprattutto quali saranno gli altri attaccanti che ci saranno nel pacchetto offensivo della Juve visto che in questa stagione con l’infortunio di Vlahovic ti sei trovato in grossa difficoltà proprio dal punto di vista delle possibilità tecniche che tu avevi nel reparto offensivo. Io, se devo dirti la mia, Vlahovic alla cifra giusta lo rinnoverei perché comunque con Spalletti può essere un giocatore che torna ad incidere in una certa maniera. Poi è chiaro che le possibilità per questo ragazzo sono state tante, non sempre ben sfruttate anzi, sicuramente nell’ultimo periodo non ha rispettato quelle che erano le aspettative (mi riferisco ovviamente alle ultime due stagioni) e in generale al suo percorso alla Juventus, però la fiducia di Spalletti ti dà delle sensazioni positive su quello che possa essere il rendimento dello stesso giocatore».

 

Parlando di lotta Champions lo scenario è un po’ cambiato nel senso che si è aggiunta a Napoli, Juventus, Roma e Como un’altra squadra, cioè il Milan, che è passato dal secondo posto al quarto. Secondo lei a cosa è dovuto questo calo evidente di prestazioni che se vogliamo è anche la fotografia di un gioco non molto propositivo ed esaltante.

 

«Sicuramente c’è un tema mentale dovuto al cambio di obiettivi di una squadra che è sempre rimasta aggrappata al sogno scudetto poi improvvisamente ha visto svanire questa possibilità e allora c’è stato un calo di attenzione da tutti i punti di vista. Nel gruppo sono venuti a mancare un po’ tutti quelli che sono gli obiettivi e questo ha portato secondo me a un drastico calo anche delle performance individuali dei giocatori. Dopodiché, entrando proprio nel merito tecnico, io credo che il Milan avesse una grossa forza a inizio stagione che era quella di avere una grande solidità difensiva e di concedere pochissimo agli avversari, soprattutto di portare molte volte gli episodi dalla propria parte. Oggi invece questa che era la forza di una squadra che restava comunque aggrappata alle prime posizioni è diventata la debolezza, se vogliamo, più evidente perché oggi il Milan è una squadra estremamente fragile che concede tanto e soprattutto dà sempre quella sensazione di poter prendere gol come è successo poi con l’Atalanta in casa. È chiaro che a 180 minuti dalla fine l’obiettivo è quello di trovare compattezza, provare a tirare fuori le energie mentali, cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno e provare a rimettere a posto – diciamo così – quella che è stata l’identità della squadra quindi trovare un’organizzazione. Le partite sulla carta sono accessibili ma il Milan visto sia a Reggio Emilia con il Sassuolo che contro l’Atalanta in casa a San Siro domenica sera, è un Milan che non ci va in Champions League. Ci vuole una squadra chiaramente diversa anche contro avversari che sulla carta non dovrebbero avere niente da chiedere come appunto saranno il Genoa e il Cagliari all’ultima giornata che sarà già salvo».

 

Si può dire che la squadra rivelazione di questa Serie A sia il Como che solamente due anni fa otteneva la promozione nella massima serie e nel 2026, per la prima volta nella sua storia, si è qualificato in Europa?

 

«Sicuramente ha fatto un super campionato con tanti giocatori che si sono messi in mostra, con una proposta – con e senza palla – sicuramente di altissimo livello. Tra le rivelazioni, oltre al Como, mi piace menzionare anche il Sassuolo che secondo me ha fatto un campionato ottimo, tirando fuori tanti ragazzi interessanti in un ambiente ideale per poter crescere. Il Como però sicuramente ci ha fatto divertire e ci ha fatto capire anche come questa ricerca, se vogliamo, di fare anche qualcosa di diverso in Italia rispetto a quello che già conoscevamo, può funzionare evidentemente anche in Serie A perché Fabregas ha portato un’idea nuova e qualcosa di unico. Non sarà facile ovviamente nella prossima stagione gestire il doppio impegno visto che poi il Como dovrà mettere a posto le liste per partecipare alle competizioni UEFA e quindi cambierà anche in parte o comunque aggiungerà qualcosa di diverso all’interno della squadra. Complimenti però al Como, complimenti a Fabregas che non credo si accontenterà in queste ultime due giornate, proverà a ottenere sei punti visto che le partite sono alla portata».

 

Tra poco meno di un mese partirà il Mondiale. Non le chiedo un pronostico bensì qual è la Nazionale in gara che le piace di più per gioco e qualità

«Sarebbe facile menzionare le grandi nazionali come l’Argentina, la Spagna, la Francia quelle che sono un po’ le favorite per arrivare fino in fondo. Io sono sempre molto curioso, perché sono un grande appassionato e amante del calcio olandese, di vedere come si comporteranno gli Orange quest’anno. Ci sono tanti giocatori che non solo mi esaltano ma che fanno parte anche della nostra Serie A quindi sono un grande sostenitore del calcio olandese e quindi li seguirò con grande attenzione. Dopodiché ci sono tantissime storie che vanno raccontate e noi come DAZN non vediamo l’ora di essere là, negli Stati Uniti per entrare nel vivo e cercare di trovare le sfumature più caratteristiche e più curiose che ci sono. Io non vedo l’ora anche di vedere ad esempio l’esordio di Curaçao ai Mondiali ma anche di Capo Verde. Ci sono tante realtà che vanno raccontate, che vanno approfondite. Il Mondiale è anche questo ed è unico per questo motivo».

 

Si ringrazia Tommaso Turci per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.