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Siracusa, morte sul lavoro di Filippo Ballotta: Pm dispone sequestro e perizia del mezzo, ma l’Inail chiude la pratica

Iniziano a prendere forma le indagini sulla morte di Filippo Ballotta: aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto il sequestro e la perizia del mezzo dopo due mesi dall’evento. Tempi biblici quelli della Procura aretusea, doppiata dall’Inail che chiude la pratica.

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Omicidio colposo in relazione alla mancata impedizione dell’evento, questo al vaglio dell’autorità giudiziaria in merito alla morte di Filippo Ballotta, l’autista di Melilli, che ha perso la vita mentre si trovava al posto di guida del camion fermo nel piazzale del deposito INDA di via Elorina 148 a Siracusa, lo scorso 7 gennaio. Il lavoratore si trovava a bordo di un mezzo di proprietà della Ecoservizi S.r.l. del venticinquenne priolese Giuseppe Lombardo, difeso dall’avvocato Domenico Mignosa.

A più di due mesi dall’accaduto, il Sostituto Procuratore Silvia D’Armento ha disposto il sequestro del mezzo e ha nominato l’ingegnere Emanuele Magro come consulente tecnico del Pubblico Ministero. Le attività peritali hanno preso avvio lo scorso 24 marzo presso la sede operativa della Gefis s.r.l. – società catanese di riparazione e manutenzione di mezzi – dove si trovava l’autocarro al momento del sequestro. Sarà necessario fugare ogni dubbio in merito alle condizioni tecniche e meccaniche del camion, nonché al suo utilizzo nella giornata del 7 gennaio. Perizia che, stando a quanto raccolto da questa testata sull’ultima giornata di lavoro di Filippo Ballotta e dalle dichiarazioni del figlio Giuseppe, appare cruciale per definire i contorni di una vicenda opaca, che ha provato a restare nel silenzio.

Al termine dei novanta giorni previsti per il deposito della perizia sarà possibile acquisire elementi utili sullo stato del cassone e sul sistema di copertura, che potrebbero aver contribuito ad aggravare lo sforzo fisico di Filippo Ballotta. È opportuno ricordare, infatti, che Filippo era stato sottoposto ad un intervento di bypass nel 2020, perfettamente riuscito, ma che richiedeva particolari cautele in relazione agli sforzi fisici. L’ultimo rapporto di lavoro dell’autista con la Ecoservizi S.r.l. si era concluso nel dicembre 2024 e, al momento, non è emersa nessuna visita medica per attestare l’idoneità alla mansione svolta da Ballotta il 7 gennaio 2026. Ciò assume particolare rilievo considerando che il mezzo utilizzato – un camion immatricolato nel 2005 – è stato descritto come vetusto, privo di aria condizionata e dotato di un sistema di copertura del cassone a mano, con meccanismo particolarmente faticoso. Le verifiche consentiranno di accertare l’eventuale presenza di fattori affaticanti e risulteranno determinanti per definire il nesso causale tra l’evento mortale e le attività svolte durante l’ultima giornata lavorativa di Ballotta. Ulteriori elementi in merito all’attività svolta nella giornata del 7 gennaio potranno emergere dall’analisi del cronotachigrafo, dispositivo che registra i tempi di guida, le distanze percorse, la velocità del veicolo e le attività del conducente (guida, lavoro e riposo). Si tratta di un dispositivo obbligatorio sui veicoli adibiti al trasporto su strada, i cui dati devono essere conservati dall’azienda per almeno un anno.

Si attende dunque la fine di giugno per gli esiti della perizia, iniziata con un oggettivo ritardo: il sequestro del mezzo è stato disposto oltre due mesi dopo la morte sul lavoro di Filippo Ballotta. Il camion potrebbe essere stato impiegato nuovamente tra il 7 gennaio e le prime settimane di marzo; potrebbe essere stato necessario apporre modifiche di qualsiasi natura al mezzo – vista anche la sua presenza alla Gefis S.r.l. di Filippo Germanò al momento del sequestro – che potrebbero aver alterato lo stato originario dell’autocarro, rischiando di incidere sull’esito della perizia. La speranza, nonostante il lento e faticoso inizio delle indagini, è che la Procura abbia ingranato la marcia e stia considerando ogni possibile conseguenza del suo ritardo.

Passo più svelto quello dell’Inail di Siracusa, che liquida con una raccomandata i familiari di Filippo Ballotta. La dottoressa Ivana Di Dio – responsabile del procedimento – ha firmato la negazione del riconoscimento del diritto di rendita a superstiti in quanto la morte non è riconducibile all’evento. Prima ancora che la perizia della Procura sia completata, e senza fornire ulteriori elementi in merito ai riscontri effettuati che hanno condotto a tale decisione, l’Inail di Siracusa si tira fuori e chiude la procedura che si era aperta il 7 gennaio a seguito della comunicazione del consulente del lavoro della Ecoservizi S.r.l., il dottor Alessandro Incardona. Filippo Ballotta nella scheda che apre il procedimento viene indicato come lavoratore full time a tempo determinato assunto il giorno della sua morte, mentre per centro per l’impiego di Augusta Filippo non risulta più ingaggiato da dicembre 2024; si dichiara che avrebbe abbandonato il posto di lavoro alle 15:20, lo stesso orario del malore che Incardona stesso scrive essere avvenuto mentre Filippo era seduto dentro il camion, fermo in attesa; nessuna informazione viene fornita in merito al regime in cui si svolgevano i lavori (appalto, subappalto o altra forma di lavoro per conto terzi).

Contro il provvedimento può essere avanzata opposizione, conclude la raccomandata dell’INAIL di Siracusa. Quattro righe per racchiudere una storia tragica ancora tutta da definire per la Procura – che indaga per omicidio colposo – ma che per l’INAIL ha già un esito.