“Se hai un tumore gastroenterico e chiedi una visita nei tempi fissati dal tuo medico, arrangiati! Ti diciamo no e se insisti possiamo fare privatamente una … trattativa o è meglio se ti cerchi un amico”. Non è un’invenzione satirica ma la realtà denunciata dal Comitato civico Art. 32 di Ragusa dinanzi ad una strana circolare dell’Asp 7
Il Comitato civico di Ragusa Art. 32 offre da tempo un servizio straordinario di tutela del diritto costituzionale alla salute in una fase senza precedenti nella storia quasi cinquantennale del Servizio sanitario nazionale: una fase in cui il diritto ogni giorno è sempre più calpestato, aggredito, negato, in una deriva inarrestabile e buia in cui luccica solo l’impegno stoico di un gruppo di volontari – veri patrioti nell’accezione costituzionale – guidato dal medico in pensione Rosario Gugliotta, missionario in questa nuova missione con il prezioso sostegno di decine e decine di attivisti, uomini e donne di ogni età.
L’impegno è talmente intenso e profondo che quasi ogni giorno esso intercetta un caso che fa indignare, segnala un abuso, denuncia un diniego, smaschera una procedura non corretta, ne chiede pubblicamente conto ai responsabili della lesione o limitazione del prezioso diritto tutelato dall’art. 32 della Carta; inoltre propone, argomenta, informa, controdeduce, assiste e non fa sentire sole le tante persone fragili che sono le più esposte a questo genere di attentati alla salute.
Ciononostate non si smette di stupirsi. L’ultimo caso scoperto e segnalato investe pesantemente il diritto dei malati di tumori gastroenterici ad un’assistenza puntuale e ai controlli nei tempi necessari. Non solo, ma non volendo garantire questo livello essenziale di prestazioni nei termini previsti, una circolare dell’Asp 7 di Ragusa escogita un sistema che raddoppia l’offesa della dignità umana dei pazienti coinvolti estendendola anche alla sfera, etica e professionale, dei medici i quali, con scienza e coscienza, prescrivano la necessità di quei controlli negati.
Ecco, di seguito, la denuncia del Comitato, a firma del suo presidente Gugliotta.
<<Già a luglio 2024, in un incontro pubblico a Scicli, avevamo segnalato direttamente al direttore generale il ritardo nelle procedure di controllo dei malati di tumori gastroenterici. E’ ben noto che dopo il trattamento iniziale della malattia i pazienti devono essere sottoposti in tempi certi, stabiliti dal medico oncologico, ad alcune visite di controllo (gastroscopie, oppure colonscopie, esami per immagini, ecc.)
Dopo le nostre ripetute denunce, che hanno documentato intollerabili ritardi nelle prenotazioni (a volte ben oltre un anno dalla richiesta), l’azienda sanitaria dirama una circolare a dir poco stupefacente.
Infatti, nonostante le norme stabiliscano che i tempi di esecuzione dei controlli siano definiti dal medico curante (oncologo oppure chirurgo o il medico di famiglia), con la recente circolare si elude il principio della priorità per i malati oncologici e si introduce una procedura anomala e, a nostro parere, illegittima.
Insomma il paziente che non può accedere, nei tempi stabiliti, agli esami viene invitato a telefonare per ottenere un appuntamento umiliante … a trattativa diretta !
Vale a dire il diritto alle cure viene sostituito con l’esaltazione del patteggiamento o meglio con la procedura “cercati un amico”.
E come se ciò non bastasse, nel secondo capoverso, la circolare denota scarsa considerazione per i medici che richiedono l’esame con urgenza. In concreto introduce un ulteriore ostacolo: vale a dire una apposita relazione specialistica. Ancora una volta il servizio sanitario pubblico si rivela come lo strumento più efficace per indurre gli utenti a rivolgersi al solito privato…per coloro che possono permetterselo>>.