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Rottamazione quinques, per i residenti in Sicilia i termini slittano di tre mesi. I Comuni a passo lento e tanti dubbi

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Sulla rottamazione quinques c’è da prendere atto, intanto, che con il Decreto legge n.
23 del 27 febbraio 2026 per le regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, colpite dal ciclone
“Harry”, il calendario fiscale slitta di tre mesi.
Mentre per tutte le altre regioni la scadenza prevista è quella del 30 aprile 2026, per le
tre regioni suindicate si sposta al 31 luglio 2026, di conseguenza la comunicazione
delle somme da pagare, da parte dell’Agenzia delle Entrate, passa dal 30 giugno al 30
settembre 2026 e la prima rata da versare transita dal 31 luglio al 31 ottobre 2026.
Per ottenere però questa dilazione non basta essere residenti in Sicilia, Calabria e
Sardegna, occorre anche che l’immobile usato come residenza o come sede legale per
le aziende risulti danneggiato e soggetto a sgombero per inagibilità o sottoposto a
verifica di agibilità.
I soggetti ammessi saranno individuati con Ordinanza del Capo Dipartimento della
Protezione Civile su proposta dei presidenti delle tre regioni coinvolte.
Fin qui le novità sulla parte di rottamazione erariale. Nella parte, invece, che riguarda
le imposte comunali, per la quale si era in attesa del decreto attuativo da parte
dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sulle modalità di applicazione e, soprattutto,
sulla remunerazione del servizio di riscossione affidato ad Amco, trapelano le prime
indiscrezioni.
Come era già noto, per i comuni che non raggiungono negli ultimi tre anni la media
di riscossione del 17,5 vige l’obbligo di aderire ad Amco.
Nel caso l’ente non intendesse affidare la riscossione alla società suddetta, subirebbe
un taglio del Fondo di Solidarietà Comunale (FSC): basti pensare che tale fondo per
un comune di medie dimensioni, come Pozzallo, ammonta a 1.820.679,10 euro.
Inoltre, l’obbligo dei comuni di aderire ad Amco, nel caso di bassa capacità di
riscossione, sembra riguardare la totalità delle entrate tributarie, anche quelle che
incassa in proprio con Ager.
Tutto ciò sembra in contrasto con la Delibera Anac n. 514 del 17 giugno 2020 che
afferma che “il servizio di supporto all’Ufficio Tributi per la gestione, riscossione,
accertamento dell’evasione e liquidazione delle entrate tributarie e il servizio di
riscossione coattiva debbano più opportunamente formare oggetto di due procedure
di affidamento distinte”.
Per quanto riguarda poi la remunerazione del servizio affidato ad Amco, quest’ultima
tratterrà una quota fissa di almeno il 17,5% del riscosso per coprire i costi di gestione
e per quanto riguarda i privati che opereranno in subappalto gli oneri varieranno
dall’1% per riscossione fino al 7,99% fino al 19% per riscossione superiore al 50%.
Tenuto conto che gli utenti aderiranno numerosi alla rottamazione, unica possibilità
per mettersi in regola pagando solo la sorte capitale del debito, non è improbabile che
la riscossione tocchi picchi percentuali elevati.
In questo caso il comune dovrà sopportare sia la remunerazione del servizio prestato
da Amco con un costo fisso del 17,5% del riscosso che, nel caso di un incasso
superiore al 50%, il 19% del riscosso da destinare ai privati, per introitare una somma
inferiore al 65% del credito vantato.

Tutto ciò, a lume di naso, non sembra particolarmente favorevole per l’ente pubblico,
ma nemmeno per i cittadini che potrebbero fruire di servizi migliori nel caso di costi
inferiori di riscossione e magari evitare modalità coattive particolarmente invasive.
Al momento, uno degli enti che ha già intrapreso il percorso di adesione alla
rottamazione quinques, come già anticipato nel precedente articolo sull’argomento, è
il Comune di Siracusa il cui Consiglio Comunale, in data 17 marzo 2026, ha
approvato la deliberazione n. 53 avente per oggetto “Regolamento Comunale per la
definizione agevolata delle entrate comunali”.
Nel testo del Regolamento la definizione agevolata viene applicata ad Imu, Tasi, Tari,
Cup e multe stradali e riguardano le entrate emesse fino al 28 febbraio 2026, facendo
rientrare così nella rottamazione anche gli ultimi tre anni, esclusi invece da quella
prevista dallo Stato. Rimangono esclusi i carichi già affidati all’agenzia delle Entrate
Riscossione e l’Irap.
Inoltre posso richiedere l’agevolazione anche coloro che hanno in corso un piano di
rateizzazione.
Sono esclusi dal totale gli importi per sanzioni, interessi e mora, includendo soltanto
sorte capitale e spese di notifica.
Il termine per l’adesione è previsto per il 30 giugno 2026 ed entro 90 giorni da questa
data gli uffici comunicheranno al contribuente l’esito della richiesta e gli importi da
pagare, che possono essere dilatati fino ad un massimo di 84 rate mensili, con un
importo minimo di 50 euro.
Una boccata d’ossigeno importante per il contribuente, tanto più che se il Comune
avrà una percentuale media di riscossione, negli ultimi tre anni, superiore al 17,5%
non dovrà ricorrere obbligatoriamente all’affidamento all’Amco, incassando circa il
37% in più da destinare a servizi per la cittadinanza.