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Modica, al Quasimodo si presenta il libro “Trasparenze invincibili nel dualismo dell’essenza” di Maria Galluzzo

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La poesia come viaggio interiore, come indagine profonda per rintracciare l’essenza più autentica di sé. È questo il cuore pulsante che sarà esplorato sabato 22 febbraio alle ore 17.30 a Modica, in occasione del nono appuntamento stagionale del Caffè Letterario Quasimodo. L’evento sarà dedicato alla presentazione della raccolta poetica “Trasparenze invincibili nel dualismo dell’essenza” di Maria Galluzzo, poetessa di origini calabresi la cui voce si distingue per una rara intensità emotiva e una ricerca filosofica esistenziale.

L’incontro, che promette di intrecciare parole, musica e performance, sarà moderato dal poeta Carmelo Di Stefano, voce storica del Caffè. Ad aprire i lavori sarà un altro poeta di riferimento del circolo, Giuseppe Macauda, mentre la conversazione critica con l’autrice sarà condotta dal presidente del sodalizio, Domenico Pisana. A rendere viva la parola scritta ci penserà Miriam Pisana, attrice e performer, che interpreterà una selezione di testi tratti dal volume, dando corpo e suono ai versi. La serata sarà arricchita dagli intermezzi musicali del Maestro Lino Gatto, direttore artistico del Caffè Quasimodo, in un dialogo ideale tra note e poesia.

Il volume di Maria Galluzzo, come suggerisce il titolo, si muove nell’arduo e affascinante territorio del dualismo umano, alla ricerca di una trasparenza che, pur fragile, si rivela “invincibile”. Nella sua preazione al libro, il critico Federico Guastella tratteggia efficacemente il percorso poetico dell’autrice: le sue poesie, «con il loro scandaglio psicologico ed emotivo, con la loro organicità costruttiva, ci presentano una traccia ideale, un viaggio dell’anima». Un viaggio che sembra porsi una domanda fondamentale: «Rispetto a ciò che realmente sono, in che punto mi trovo?».

È proprio questo continuo, onesto interrogarsi, nota Guastella, ad accrescere nella Galluzzo la consapevolezza della propria interiorità. La sua scrittura nasce «’nel silenzio muto’», senza ignorare «le afflizioni del cuore», ma rifiutandosi di «fermarsi sulla soglia del dolore». Il suo sguardo poetico, infatti, tende a «porre fine al male con l’incanto», trasformando la sofferenza attraverso una pietas che diventa sublimazione. In questa alchimia letteraria, il dolore si trasfigura in bellezza e, infine, si eleva a «amore universale».

L’appuntamento modicano si configura quindi come un’occasione preziosa non solo per scoprire una nuova voce poetica, ma per partecipare a una riflessione collettiva sull’identità, sul dolore e sulla capacità rigenerativa della parola artistica. Il Caffè Quasimodo, confermando la sua missione di faro culturale nel territorio ibleo, offre ancora una volta un palcoscenico alla poesia che interroga, che cura e che, attraverso il suo incanto, cerca di rendere “trasparente” il mistero dell’esistenza.