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Juventus-Inter 1-2: Dimarco e Diouf stendono i bianconeri

Nell’amichevole di pre campionato a Perth, l’Inter si aggiudica la partita grazie alle reti di Dimarco e Diouf. La Juventus accorcia nel finale ma non trova il pareggio: buone le risposte dai nuovi

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Optus Stadium, Perth, Australia Occidentale, è qui che è andata in scena, alle ore 13:00 italiane, Juventus-Inter. Amichevole di mezza estate dal retrogusto di campionato, lo si potrebbe definire così il primo Derby d’Italia della stagione 26/27 perché quando in campo, a sfidarsi, ci sono queste due squadre non è mai una partita banale anche se ci si trova ancora in pre season. La Juventus si è presentata alla sfida reduce dalla vittoria contro il Chelsea; tuttavia, oggi i bianconeri si sono dovuti arrendere ai nerazzurri che sono sembrati più avanti nella preparazione di questo inizio di stagione.

Anche nella sfida contro l’Inter, Spalletti decide di schierare titolare Douglas Luiz, con l’evidente volontà di provarlo quanto più possibile per cercare di capire se ci siano i margini per inserirlo nella rosa che disputerà la prossima Serie A. Finora il brasiliano, nelle sue uscite, non ha entusiasmato nonostante il gol contro il Nizza anche se qualcosa di apprezzabile lo ha fatto vedere, compreso oggi che, pur avendo sonnecchiato in occasione del primo gol, si è distinto tra i suoi compagni. Dopo l’iniziale possesso palla da parte della Juventus, è la squadra milanese a condurre il gioco, tanto che già al 20’ del primo tempo il parziale si sblocca: blitz di Bonny sulla fascia che, con una finta di corpo lascia sul posto McKennie e mette in mezzo per Dimarco che colpisce in maniera debole riuscendo comunque a mettere la palla alle spalle di Di Gregorio che ha delle grosse responsabilità su questo gol. I ragazzi di Chivu sembrano più propositivi, mostrano più idee come i frequenti cambi di gioco tra Dimarco e Luis Henrique, che fanno viaggiare la palla da un esterno all’altro. Molta Inter nel primo tempo: al 31’ punizione di Calhanoglu parata dall’estremo difensore bianconero, a cui segue poco dopo un tiro di Mkhitaryan, anch’esso parato. Lo squillo Juve arriva al 37’ con Yildiz che lascia partire un tiro forte dalla distanza che termina però al lato della porta. Serve una scossa e dunque la Juventus cambia pelle: dentro Koopmeiners, Celik, Cabal, Alajbegovic, Kolo Muani, Conceição, fuori Douglas Luiz, Kalulu, Kelly, Yildiz, David, Zhegrova. Nel secondo tempo la Juventus prende campo grazie anche alle forze fresche e proprio il neoentrato Alajbegovic si accende. Al 52’ il bosniaco si fa trovare subito libero sul centro-sinistra, pronto a puntare gli avversari e creare pericoli. La doccia fredda non tarda però ad arrivare: l’Inter raddoppia al 62’. Pio Esposito fa salire la squadra e serve Diouf, che si inserisce bene e batte, con un destro centrale, Di Gregorio, che si spedisce la palla in porta. Continua il momento nero dell’estremo difensore bianconero. La Juve non ci sta a perdere questo primo Derby d’Italia e dunque alza i giri del motore, forse in maniera un po’ tardiva: all’85’ Conceicao la riapre con un tiro che passa sotto le gambe di Martinez. All’88’ Alajbegovic avrebbe tra i piedi anche la palla del possibile pareggio, ma il tiro del numero 17 bianconero è debole e Martinez para senza problemi. Al triplice fischio Inter batte Juventus 2-1, aggiudicandosi il primo Derby d’Italia della stagione; il sussulto finale dei bianconeri non basta per pareggiare la partita. Al netto del risultato finale, vanno fatte delle considerazioni più ampie su alcuni punti: come scritto precedentemente, la squadra di Chivu è parsa più avanti in questa fase di preparazione al campionato rispetto alla squadra di Spalletti, concetto riscontrabile nell’organizzazione del gioco e nel giro palla a ritmi elevati. Purtroppo, quello nei confronti di Di Gregorio non è accanimento, ma la pura constatazione di una carenza di capacità tecniche che non fanno altro che confermare un trend che va avanti dall’anno scorso: qualità non da Juventus, incertezze e discontinuità sono tutti gli ingredienti necessari affinché si possa affermare che l’attuale estremo difensore della Juventus non sia il profilo più adatto per difendere i pali di questa squadra, nonostante la strenua difesa (comprensibile) di Spalletti in conferenza stampa. Koopmeiners, un fantasma, come del resto lo è sempre stato da quando è approdato in bianconero. Le note positive arrivano invece dai nuovi acquisti: Kolo Muani ha mostrato, sin dal suo ingresso in campo, la voglia di lasciare il segno e attaccare lo spazio; non male la prestazione di Celik, assolutamente notevole la prestazione di Alajbegovic che, se avesse segnato, avrebbe messo la ciliegina sulla torta su una prestazione assolutamente di livello. Bene anche Conceicao non solo per il gol, ma per la prestazione in toto, considerando anche il Mondiale alle spalle.