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Il linguaggio dei capelli. Quanto conta realmente?

Oggi più che mai conta molto la forma, a volte più della sostanza...i capelli i primi a rappresentarci

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Interessante seminario “Dall’Himation al Brand”, a cura dei professori Ada Caruso e Samuele Briatore, svoltosi il 18 ottobre 2025 presso l’Università di Roma “La Sapienza” che ha trattato il tema del vestire di lusso nell’antichità.  Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi aspetti legati al lusso, ai comportamenti, agli abiti e alle usanze nelle loro molteplici sfaccettature nel mondo della tarda antichità.

 

Al seminario siamo stati invitati da Maria Giulia Roccaro, studentessa della nostra provincia, all’ultimo anno del Corso di Storia della Moda – Università “La Sapienza di Roma”, esperta di brand, moda e spettacolo, autrice e redattrice del seguitissimo magazine on line Moedya.

Grazie ai suoi appunti e relazioni tecniche sull’argomento, siamo riusciti a scrivere questo articolo.

 

Il seminario articolato in otto atti, ha visto interventi mirati su varie tematiche e pratiche relative al concetto di lusso nella tarda antichità. 

Tra i diversi interventi proposti, ci è sembrato assolutamente degno di nota il quarto atto, curato dal professore Gianmichele Gierogiannis dell’Università di Catania, intitolato:

 

Il linguaggio dei capelli: acconciature maschili e femminili dall’Antichità, Grecia e Roma ad oggi”. 

 

Il docente, attraverso un’analisi accurata e completa, ha mostrato come le acconciature, lungi dall’essere meri ornamenti estetici, costituissero un vero e proprio sistema di comunicazione sociale, in grado di veicolare significati complessi legati all’identità, al genere, alla condizione sociale e persino alla sfera morale e religiosa. Nell’esposizione il docente universitario si è soffermato sulla cura e la disposizione dei capelli, dimostrando come questi ultimi rappresentassero fin dall’antichità, un linguaggio visibile, che parlava tanto degli individui quanto delle strutture sociali in cui essi vivevano, trasformando la capigliatura in uno strumento di distinzione, potere e rappresentazione simbolica. Il professore si è soffermato sull’esposizione della simbologia articolatissima dei capelli con un lungo excursus storico che è partito dall’antichità, dove i capelli erano identificati quali veri e propri marcatori culturali e sociali. Esempi particolari nel mondo antico sono stati in tal senso, la Grecia classica e la Roma antica. In queste realtà i capelli comunicavano nobiltà, virtù, ruolo familiare e status sociale. La lunghezza, la densità, il colore e persino la forma delle acconciature, servivano a distinguere giovani da adulti, uomini da donne, matrone da schiave, oppure cittadini comuni da personaggi di prestigio. In molte civiltà, il taglio o la rasatura dei capelli avevano valenze rituali o simboliche, legate ai riti di passaggio, ai lutti, alla guerra o a voti solenni, come nel caso di Giulio Cesare, che secondo alcune tradizioni e leggende, lasciò crescere barba e capelli fino al giorno della vendetta dei suoi soldati caduti in battaglia. 

 

La trattazione del docente catanese poi è passata ad esporre come, con lo scorrere dei secoli, il significato dei capelli si sia evoluto insieme ai cambiamenti culturali, religiosi e sociali. Infatti nel Medioevo e nel Rinascimento, i capelli delle donne continuavano a riflettere status e virtù, ma assumevano anche connotazioni morali e religiose, legate alla modestia o alla castità, mentre negli uomini essi potevano segnalare appartenenza militare o professionale; mentre con l’affermarsi della società moderna e contemporanea, i capelli hanno progressivamente perso il loro significato rigidamente codificato, pur mantenendo un forte valore simbolico.

 

Nella parte finale della relazione, Gierogiannis ha concluso come i capelli oggi rappresentino identità, stile personale, appartenenza culturale e persino affermazione politica o sociale. Un taglio, un colore o un’acconciatura, diventano strumenti di espressione individuale e comunicazione simbolica: un gesto di ribellione, una dichiarazione di appartenenza a un gruppo, o un modo per segnare fasi e trasformazioni della propria vita. 

 

In conclusione, stiamo attenti, perché un taglio sbagliato o un’acconciatura strana o non voluta, potrebbero rappresentarci socialmente in modo diverso da come sia interiormente, ed oggi la forma, in tanti casi (ahimè!), vale più della sostanza!