Anno nuovo, vita vecchia. Si potrebbe definire così l’inizio di campionato della Fiorentina che a tre giornate dal fischio di inizio della Serie A ci riporta ai nemmeno, troppo vecchi, ricordi della passata stagione. Tre sconfitte di fila con la Roma, il neopromosso Frosinone e il Torino; aggiungiamoci anche un dato di natura statistica è cioè con due o più gol subiti.
Tanto è bastato a far capitolare Fabio Grosso arrivato a Firenze con squilli di trombe e accoglienza da “eroe in patria” da parte dei tifosi, la stessa tifoseria che dopo tre giornate, però, ne chiedeva la testa. Le dimissioni non sono tardate ad arrivare, come si è visto, tuttavia bisogna ammettere che in società hanno poche idee e molto confuse perché se si decide di strutturare un percorso verosimilmente di lunga durata con Grosso – che è pur vero che non ha iniziato col piede giusto – ma dopo solo tre giornate lo si esonera per sostituirlo con un allenatore, Vanoli, su cui non si era prima puntato per costruire un progetto solido ma lo si sceglie solo perché si è finito di “sfogliare la margherita” visto e considerato che in lista c’erano prima Tudor e Conceicao, questo lascia presagire una non chiarezza non solo delle idee ma evidenziano uno stato di confusione che si riflette sulle scelte prese. A tal proposito vedasi anche la voce “mercato” perché quello portato avanti in questa sessione estiva proprio dalla società Viola è stato un calciomercato da rivedere che è tra l’altro pesato sulle casse della Fiorentina circa 150 milioni.