Guerra Russo-Ucraina – Quali prospettive?
"L'Asse Incrinato”: Perché USA e UE non guardano più all'Ucraina con gli stessi occhi"
Ci sono tanti motivi che ci permettono di analizzare la situazione ingarbugliatissima che si sta verificando in questa guerra senza fine, ma soprattutto le divergenze che adesso dividono le due superpotenze sulla visione del conflitto e delle possibili soluzioni.
1) La Divergenza Strategica: Vittoria vs. Tregua
Mentre all’inizio del conflitto l’obiettivo sembrava univoco, oggi le strade si separano. La posizione USA (Amministrazione Trump) è cambiata. Washington spinge per una chiusura rapida del conflitto, anche a costo di concessioni territoriali da parte di Kiev. L’approccio è “America First”, cioè ridurre l’impegno finanziario e focalizzarsi sul contenimento della Cina. Trump ha più volte ribadito che l’Europa deve farsi carico della propria sicurezza soprattutto sull’Alleanza Natola posizione UE a riguardo è sempre la stessa.

Per Bruxelles (e specialmente per i Paesi Baltici e la Polonia), una vittoria russa o una tregua punitiva per l’Ucraina rappresentano una minaccia esistenziale continua sul futuro. L’UE, sotto la guida diplomatica di figure come Kaja Kallas, insiste sulla necessità di una “pace giusta” che non premi l’aggressore, temendo che un successo di Putin possa incoraggiare in seguito, future invasioni in territorio UE/NATO.
2) Aiuti Militari e Finanziari
Il “Passaggio di Consegne “Il 2025 ha segnato un sorpasso storico negli stanziamenti economici. Vediamo i dati. L’Europa è diventata il principale finanziatore totale dell’Ucraina, superando gli Stati Uniti in termini di impegni finanziari e umanitari. Tuttavia, gli USA restano superiori nella fornitura di tecnologia militare avanzata e intelligence. Il nodo resta sugli asset russi. Con il calo degli aiuti diretti da Washington, l’UE sta premendo per utilizzare i circa 200 miliardi di euro di beni russi congelati nelle banche europee per finanziare la resistenza di Kiev, una mossa su cui gli USA sono stati inizialmente più cauti per timore di ritorsioni sul sistema finanziario globale.
3) Gas e Sanzioni
L’Ironia dell’Interdipendenza. C’è un paradosso
economico che sta creando tensioni: Il gas russo in Europa. Nonostante i proclami, nel 2024-2025 l’import di GNL (gas naturale liquefatto) russo in alcuni Paesi UE (come la Francia) è paradossalmente aumentato. Su questo pende una feroce critica americana. Gli Stati Uniti accusano l’Europa di finanziare indirettamente la macchina da guerra di Putin, continuando ad acquistare energia, mentre al contempo l’Europa è diventata il primo mercato di sbocco per il gas liquefatto americano, creando una dipendenza economica da Washington che molti leader europei vedono con molto sospetto.
4) Il Futuro della NATO e l'”Autonomia Strategica”.
La crisi ucraina ha riacceso il dibattito sulla capacità dell’Europa di difendersi da sola. Da tempo serpeggia in molti governi e in quello centrale di Bruxelles, una sfiducia nel “Pillar” Americano. Le dichiarazioni americane sulla possibilità di non intervenire in difesa di alleati “morosi” hanno spinto l’UE ad accelerare i piani per un esercito comune o, quantomeno, per una produzione bellica integrata. Da ciò derivano continue tensioni diplomatiche. Le recenti sanzioni USA contro funzionari europei (legati alla gestione dei contenuti online e alla disinformazione,) mostrano un clima di tensione che va oltre il campo di battaglia ucraino.
Nei prossimi mesi qualcosa si muoverà in campo internazionale, al momento c’è una corsa al riarmo globale realmente preoccupante. Venti di guerra spirano, con il mondo che è infestato da un odio globale. Dopo anni di pace, si riaccende la fiamma bellica in Europa.