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CoRFiLaC Ragusa, operatori d’eccellenza con stipendi da fame: Sos al prefetto dopo il rifiuto dell’ente (Comune di Ragusa, Università di Catania, Regione) di inquadrare e retribuire in modo decente i lavoratori e le lavoratrici

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Una realtà scientifica d’eccellenza grazie ad un gruppo di trenta operatori di elevata competenza tecnica e al tempo stesso una situazione paradossale: lavoratori non inquadrati correttamente  secondo competenze e qualifiche, destinatari di un contratto inappropriato, sottopagati e mai beneficiati in vent’anni da un euro di aumento, da uno scatto d’anzianità, da progressioni di carriera, con la conseguenza – anche a volersi limitare solo al piano economico – di una regressione economica, in termini reali, di oltre il trenta per cento. Difficile trovare stipendi più bassi in qualsivoglia categoria o contesto produttivo. Eppure sono figure professionali di elevata qualificazione e il loro ‘datore di lavoro’ è un ente di rilievo istituzionale avente come soci principali la Regione Siciliana, l’Università degli studi di Catania, il Comune di Ragusa. E’ il CoRFiLaC, Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia e dell’agroalimentare, ente con personalità giuridica di diritto pubblico, costituito nel 1996, con sede a Ragusa.

Dopo la rottura con il Consiglio direttivo dell’ente, dirigenti sindacali e rappresentanti dei lavoratori hanno dovuto chiedere l’intervento del prefetto di Ragusa con una nota inviata anche all’assessore regionale all’agricoltura, al rettore dell’Università di Catania e al sindaco di Ragusa per denunciare una situazione assurda, resa ancora più paradossale dagli scarsi segnali di disponibilità seguiti alla formulazione di una proposta che, grazie agli ultimi stanziamenti della Regione, potrebbe cominciare a modificare questo stato di cose.

<<A seguito di difficoltà insorte nelle relazioni sindacali con l’attuale Consiglio Direttivo del
CoRFiLaC, le scriventi organizzazioni sindacali>> – la nota è firmata da Salvatore Terranova, (segretario FLAI CGIL Ragusa), Guglielmo Portelli (RSA FLAI CGIL Ragusa), Ivan Accetta (segretario UIL FPL Ragusa), Giovanni Marino (RSA UIL FPL), Giorgio Iabichella (Segretario CSA Ragusa) – lanciano al prefetto un vero e proprio Sos <<per riaprire il confronto interrottosi per una scelta unilaterale della parte datoriale, che fino ad oggi non ha consentito di esperire, sul piano tecnico, la procedura di “confluenza” collegata all’applicazione di un nuovo CCNL con le relative attribuzioni degli inquadramenti professionali, riconducibili alla contrattazione collettiva nazionale, ai dipendenti, in sostituzione dell’attuale, anomalo contratto di lavoro che da 20 anni ne disciplina il rapporto di lavoro, espressione di una contrattazione locale, completamente disallineato rispetto agli standard contenuti nei contratti nazionali, totalmente inadeguato a disciplinare il rapporto di lavoro tra le due parti e penalizzante per i dipendenti che in
venti anni non hanno avuto possibilità di carriera, di rinnovo economico e di altro. In questi due
decenni le attuali 30 unità del CoRFiLaC, a causa del peculiare quanto inconsueto e diciamo
inammissibile modello contrattuale vigente, non hanno, alla stregua di altri lavoratori, avuto
l’adeguamento della retribuzione, né scatti di anzianità né progressione di carriera, il che ha
comportato per loro nessun incremento, neanche di un centesimo, appunto in 20 anni, delle retribuzioni. A mero titolo informativo, si fa presente che al CoRFiLaC si registra il fatto che parte
dei dipendenti ha stipendi da sempre non superiori a € 1.100,00 / 1.200,00 netti al mese>>.

Quindi le organizzazioni sindacali affrontano il tema della proposta che potrebbe cambiare finalmene lo stato delle cose.

<<Grazie ad un incremento annuo di oltre 380 mila euro per il triennio 2025-2027 del
contributo che la Regione siciliana assegna ogni anno all’Ente consortile, la parte sindacale – prosegue il documento – ha avanzato, dopo una attenta e mirata comparazione tra diversi modelli contrattuali afferenti alla contrattazione collettiva nazionale, al Consiglio Direttivo del Consorzio la proposta di avviare il confronto per far si di poter applicare ai dipendenti il CCNL “Istruzione e Ricerca”, che si attaglia perfettamente con le finalità del CoRFiLaC e le cui previsioni classificatorie corrispondono con gli inquadramenti in atto posseduti dai lavoratori rendendo possibile la procedura di confluenza. Rispetto a tale proposta, formalizzata e trasmessa 8 mesi addietro sia al Consiglio Direttivo del CoRFiLaC sia all’Assessorato regionale all’Agricoltura, le scriventi hanno assistito, prima, per diversi mesi, ad una sottovalutazione delle loro richieste di incontro e, successivamente, dopo 4 mesi, quando si è tenuto l’incontro, al fatto che la parte datoriale ha palesemente rappresentato di non prediligere la richiesta e la disamina tecnica della proposta sindacale, limitandosi a proporre un  mero aumento della parte economica dei contratti ancora in essere, che, per le motivazione sopra precisate, non hanno oramai ragione d’essere.
In considerazione delle motivazioni prima evidenziate e atteso che è stato già proclamato lo
stato di agitazione le scriventi chiedono la convocazione delle parti in sede prefettizia, invitando il
Consiglio Direttivo, i soci del CoRFiLaC (Comune di Ragusa e Università di Catania) per rimettere
in sesto l’auspicato percorso di confronto, con l’obiettivo di pervenire ad una equilibrata sintesi tale da migliorare complessivamente le condizioni di lavoro e contrattuale dei lavoratori>>.