Con InSiciliaTV l’informazione la fai tu

Confermata la sentenza del Tribunale di Ragusa di assoluzione del direttore de La Prima Tv querelato da Maurizio Tumino all’epoca candidato a sindaco.

1.212

Confermata dalla Corte d’Appello di Catania l’assoluzione del giornalista Angelo Di Natale, accusato, quale direttore responsabile dell’emittente La Prima Tv, di diffamazione a mezzo stampa in relazione ad alcuni servizi trasmessi a maggio e giugno 2018 riguardanti Maurizio Tumino, ingegnere e politico di Ragusa, allora imputato in un procedimento penale per appropriazione indebita e candidato a sindaco nelle elezioni comunali del 10 giugno di quell’anno.

La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello, presidente Antonella Baciantini, all’esito dell’udienza tenutasi ieri, 26 novembre 2025, a conclusione del procedimento scaturito dall’impugnazione della sentenza del Tribunale di Ragusa del 18 novembre 2024, ad opera dello stesso Di Natale – relativamente ad uno dei capi d’imputazione per il quale il giornalista ha chiesto una diversa formula di assoluzione – e, quanto agli effetti civili, anche del querelante Tumino.

Nel processo celebrato a Ragusa e sfociato in un’ampia istruttoria dibattimentale, Di Natale oltre che nella qualità di direttore responsabile rispondeva anche come autore per alcuni servizi recanti la firma ‘redazione’ dei quali fin da subito ha rivendicato la responsabilità, nonché per alcuni propri commenti compiuti intervenendo in programmi informativi d’approfondimento dell’emittente.

Due i capi d’imputazione.

Il primo relativo ad un servizio contenuto nel Tg del 9 maggio 2018 dal titolo ‘Ragusa, amministrative: scontro nel centrodestra, Migliore attacca’ in cui si riferiva del malcontento manifestato pubblicamente da settori del centrodestra per la candidatura di Tumino imposta il giorno prima da Gianfranco Miccichè con diktat rivolto ai massimi esponenti provinciali di Forza Italia Giovanni Mauro, Orazio Ragusa e Salvo Mallia i quali fino a quel momento si erano espressi in favore di altri aspiranti alla carica di sindaco: Mallia addirittura era stato indicato quale vice sindaco dalla candidata avversaria Sonia Migliore. In particolare il servizio, avente per oggetto la notizia della convergenza loro ordinata dall’allora presidente dell’Ars e commissario regionale di Fi, conteneva l’affermazione <<Tutti su Maurizio Tumino, un candidato che fa discutere sia per il procedimento per bancarotta fraudolenta, che per l’intreccio politico affaristico …>>.

Il secondo capo d’imputazione riguardava invece un servizio del Tg dell’1 giugno dal titolo ‘Maurizio Tumino ha detto il falso in conferenza stampa?’ con il quale La Prima Tv metteva a confronto da una parte le dichiarazioni rese dall’allora candidato a sindaco sul procedimento penale per appropriazione indebita che lo vedeva imputato e dall’altra elementi documentali risultanti dagli atti in merito alla mancata restituzione dei beni dei quali Maurizio Tumino era accusato di essersi appropriato in danno di un’impresa cui aveva subappaltato lavori edili per la costruzione di alloggi popolari a lui affidata dal CaeC, Consorzio artigiano edile Comiso.

Un anno fa il Tribunale (qui l’articolo del 19 novembre 2024) pronunciò per entrambi i capi d’imputazione sentenza penale di assoluzione del giornalista, mentre il pubblico ministero chiedeva la condanna ad otto mesi di reclusione, richiesta cui si associava il difensore di parte civile. L’assoluzione fu decisa dal Tribunale ‘perchè il fatto non sussiste’ in relazione al secondo capo d’imputazione; per particolare tenutità del fatto per quanto concerne il primo, relativo come abbiamo visto, al servizio del 9 maggio 2018.

La difesa sostenuta in giudizio dall’avvocato Giovanni Cassarino chiese per Di Natale l’assoluzione con formula piena argomentando nella sua arringa tutte le ragioni, in fatto e in diritto, dell’insussistenza del reato sia perché nei servizi de La Prima tv non c’è mai stata alcuna diffamazione, sia perché il loro contenuto risulta comunque rispettoso dei principi, legislativi e giurisprudenziali, che disciplinano il diritto di cronaca e di critica nell’ambito della protezione costituzionale della libertà di stampa.

Per tale ragione Di Natale propose appello, così come, per motivi opposti, anche Tumino. La Corte ha rigettato entrambi gli atti, confermando così la sentenza del Tribunale di Ragusa. La Procura generale presso la Corte d’Appello ha invece dotalmente accolto le ragioni del giornalista chiedendo la riforma della sentenza di primo grado nello stesso senso auspicato dall’imputato, in particolare modificando nella formula ‘perchè il fatto non costituisce reato’ l’assoluzione relativa al primo capo d’imputazione.

In proposito Di Naatale afferma di attendere le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro novanta giorni per valutare un possibile ricorso in Cassazione: “prendo atto dell’assoluzione penale, confermata anche in appello, per entrambi i capi d’imputazione ma reputo giusta e necessaria una formula piena per entrambi, considerato che il processo attraverso una meticolosa istruttoria dibattimentale, ha dimostrato in ogni elemento la correttezza dell’operato de La Prima Tv. Nello stesso senso si è espresso il procuratore generale e confido nel fatto che i giudici di legittimità potranno apportare i correttivi necessari secondo giustizia”.