Con InSiciliaTV l’informazione la fai tu

Caso Ballotta, il sindaco di Siracusa con un messaggio WhatsApp: “Cordoglio personale alla famiglia. Cordialità”

Dopo cinque mesi di silenzio, il primo cittadino Francesco Italia si esprime a titolo personale su nostra richiesta. Giuseppe Ballotta, figlio del lavoratore venuto a mancare il 7 gennaio, risponde.

0 653

A distanza di cinque mesi dalla morte di Filippo Ballotta, seduto al posto di guida di un autocarro in un cantiere di Siracusa in via Elorina 148, in un’area di pertinenza dell’INDA, sembra che nulla voglia muoversi in assenza di uno sprone.

La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a marzo, il Comune non sa dare alcuna risposta e se ne guarda bene dal prendere una posizione pubblica, l’INDA ha trasmesso i documenti solo dopo un rifiuto e due istanze di accesso agli atti. Intorno alla Ecoservizi srl, l’azienda intestataria dell’autocarro e che avrebbe ingaggiato Ballotta il giorno stesso del suo decesso, spuntano la Floridiana Asfalti di Francesco Vernali, in quanto unica esecutrice dei lavori commissionati dall’INDA per quindicimila euro, e la catanese Gefis srl di Filippo Germanò, in quanto officina dove gli inquirenti hanno rinvenuto il mezzo, privo di cassone e cronotachigrafo.

In questi cinque mesi, un’altra figura istituzionale è rimasta in silenzio e non è stata disturbata: Francesco Italia, sindaco di Siracusa e Presidente della Fondazione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Data l’assenza di qualsiasi comunicato o menzione, lo abbiamo contattato telefonicamente il 27 maggio per chiedergli il motivo di questo silenzio prolungato.

Guardi, non ho idea di cosa lei stia parlando. Risposta inaspettata, ma si dimostra subito disponibile a informarsi e poter formulare una dichiarazione. Scusi, ma è un dipendente INDA? Non era un dipendente INDA e non era un dipendente comunale, giusto? Quindi è normale che non sappia nulla. Punti di vista, le opinioni vanno rispettate in quanto tali. E ha tenuto a ribadire: Sicuramente approfondirò. Volevo capire, perché mi sono sentito molto in colpa… dalle sue parole mi sono sentito in enorme difficoltà.

È evidente che, per Francesco Italia, sarebbe stato grave che non sapesse nulla del decesso di un dipendente comunale o dell’INDA sul posto di lavoro. Allo stesso modo, dal suo punto di vista è normale che il sindaco di Siracusa e Presidente della Fondazione INDA non si soffermi sulla morte di un lavoratore da cui è scaturita un’indagine della procura, all’interno di un’area pubblica e senza alcun elemento che finora possa giustificarne la presenza in quel cantiere.
In attesa di una risposta, siamo tornati alla carica la mattina del 29 maggio, chiedendogli la gentilezza di darci riscontro entro un paio di giorni. La risposta è arrivata per iscritto pochissimi minuti dopo:

Salve. Ho approfondito. So che c’è un’indagine della magistratura in corso e che la fondazione sta puntualmente rispondendo ai suoi accessi agli atti. Esprimo cordoglio personale alla famiglia. Cordialità

Sei righe di un messaggio WhatsApp, un cordoglio espressamente a titolo personale, che sembra voler escludere qualsiasi posizione istituzionale.
Prima della pubblicazione di questo articolo abbiamo comunicato la dichiarazione al figlio di Filippo Ballotta, che intervistammo quando venimmo a conoscenza del fatto, lo scorso febbraio. Giuseppe Ballotta risponde così:

Il cordoglio del sindaco è sicuramente benaccetto, ma sono trascorsi quasi sei mesi dal decesso. Poteva essere fatto anche tempo addietro, senza la necessità dell’attività mediatica o dell’indagine in corso. Non sarebbe stato difficile individuare la famiglia anche in virtù della vicinanza del sindaco Italia all’onorevole Giuseppe Carta, primo cittadino di Melilli, dove viviamo e mia madre è impiegata al Comune. Questo cordoglio non giustifica la lontananza politica e istituzionale dalla vicenda.

Entrambe le dichiarazioni non sono suscettibili di giudizio poiché di carattere personale, anche se con matrici distinte: nel caso di Giuseppe Ballotta per la condizione di un figlio a cui è stato negato un padre, nel caso del sindaco per scelta.
È doveroso, invece, sollevare domande sul piano politico e istituzionale: Francesco Italia, noto per manifestare la sua presenza con la fascia tricolore ad ogni inaugurazione e lieto evento della città, è in grado di assumere la sua responsabilità di primo cittadino a fronte di situazioni delicate e fatti terribili come il caso Ballotta? Ha il peso politico tale da puntare i piedi, assumersi il rischio dell’inimicizia di qualche imprenditore e di pretendere accertamenti sulle modalità dei lavori nelle aree pubbliche? Ha la consapevolezza dell’istituzione che rappresenta per mostrare la vicinanza del Comune di Siracusa a una famiglia che chiede giustizia e verità?

Ad oggi, il sindaco di Siracusa Francesco Italia preferisce mantenere blindato il mutismo istituzionale che contraddistingue questo caso. Nonostante riguardi un’area di pertinenza dell’INDA, accanto agli uffici di un assessorato. Nonostante l’appalto coinvolga una ditta differente. Nonostante l’evidente difficoltà nell’impedire che tutto questo finisca nel silenzio delle irresponsabilità. Nonostante la morte.

Un sindaco può esprimersi e prendere posizione spontaneamente, senza una richiesta esplicita da parte di un organo di stampa, anche su fatti di pubblico interesse che si verificano in contesti privati. Non si tratterebbe di un’intromissione perché, nell’espressione e nell’esercizio di qualsiasi governo, il primo strumento politico e istituzionale non deriva dal conferimento dell’incarico, dal mandato elettivo o dagli atti che ne determinano il potere. Deriva da un atto di volontà, con una determina di coscienza.