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A Ragusa il 24 novembre di discuterà di “Consumo di suolo zero nelle scelte di pianificazione territoriale”: è un evento promosso da Legambiente

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L’ondata di maltempo abbattutasi ultimamente in Italia  riapre, con tutta la sua portata di drammaticità, la questione dell’indiscriminato consumo del suolo. In realtà, però, esiste anche un generale riconoscimento dell’impatto negativo dell’uomo sugli equilibri ecosistemici e i conseguenti dissesti idrogeologici del territorio. In tal senso istituzioni e cittadinanza partecipativa attivano possibili strategie di contrasto al diffuso degrado urbanistico.

Inoltre, un nucleo di dichiarazioni e di indirizzi nazionali e internazionali interviene per l’attuazione di una politica di urbanizzazione che non disperda l’inestimabile valore del dialogo fra città e campagna. Si riconosce, in tal modo, la bellezza, di rigogliosi giardini urbani disseminati fra strade e abitazioni che tanto benessere apportano a tutte le specie viventi.

In Italia, secondo i dati 2022 rilevati dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) e il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale ( SNPA), il consumo di suolo è aumentato di quasi 2 metri quadrati al secondo. Un ritmo che priva il territorio di circa 19 ettari di suolo altrimenti utilizzabile secondo criteri ecocompatibili. Il team scientifico del SNPA e dell’ ISPRA evidenzia l’insostenibile aumento della densità del costruito a scapito delle aree agricole e naturali. Rileva, infatti, la considerazione che il suolo è una componente preziosissima di biodiversità utile ai fini degli equilibri ecosistemici.

Un suolo in condizioni naturali fornisce al genere umano i servizi ecosistemici necessari al proprio sostentamento:

– servizi di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.);
– servizi di regolazione (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio, controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, etc.);
– servizi di supporto (supporto fisico, decomposizione e mineralizzazione di materia organica, habitat delle specie, conservazione della biodiversità, etc.) e
– servizi culturali (servizi ricreativi, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).

Allo stesso tempo è anche una risorsa fragile che viene spesso considerata con scarsa consapevolezza e ridotta attenzione nella valutazione degli effetti derivanti dalla perdita delle sue funzioni; le scorrette pratiche agricole, zootecniche e forestali, le dinamiche insediative, le variazioni d’uso e gli effetti locali dei cambiamenti ambientali globali possono originare gravi processi degradativi che limitano o inibiscono totalmente la funzionalità del suolo e che spesso diventano evidenti solo quando sono irreversibili, o in uno stato talmente avanzato da renderne estremamente oneroso ed economicamente poco vantaggioso il ripristino.

Il consumo di suolo è monitorato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente che ogni anno realizza il Rapporto nazionale “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”. È un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale. Il fenomeno si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici e infrastrutture, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

A Ragusa presso il centro polinfuzionale di via Napoleone Colajanni il 24 novembre alle ore 16 si svolgerà un incontro promosso da Legambiente Ragusa dal titolo “Consumo di suolo zero nelle scelte di pianificazione territoriale”. Interverranno al dibattito Claudio Conti di Legambiente Ragusa, Corrado Giuliano di Centro azione giuridica di Legambiente, Stefano Bazzocchi in qualità di responsabile pianificazione urbanistica del comune di Forlì e Giovanni Giuffrida per il Comune Ragusa in qualità di Assessore all’Urbanistica.