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Vittoria, in due tentano di rubare cavi in rame da un traliccio della rete elettrica: uno viene folgorato dopo essersi avvicinato al cavo. Carabinieri denunciano entrambi per tentato furto aggravato

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Continuano senza sosta i controlli del territorio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, con attività di contrasto ai reati contro il patrimonio.
In particolare, nella notte del 27 u.s., i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono intervenuti presso l’ospedale “Guzzardi” di Vittoria per una segnalazione di una persona giunta al pronto soccorso folgorata dall’alta tensione. Giunti sul posto identificavano la vittima in L.M.E., italiano cl.86, e dalle prime informazioni acquisite apprendevano che la stessa era stata accompagnata in ospedale da una persona ignota a bordo di un’autovettura. Per quanto emerso, i militari da attività info-investigativa riuscivano ad acquisire la targa dell’autovettura e a risalire quindi all’intestatario della stessa nonché all’indirizzo della sua abitazione. Pertanto i Carabinieri si sono diretti presso detta abitazione identificando il proprietario in V.A., vittoriese cl.71, al quale hanno chiesto chiarimenti in merito alla sua autovettura. Questi spontaneamente confessava ai militari di essersi recato nella notte, unitamente alla vittima folgorata, in una zona periferica della città ipparina al fine di rubare dei cavi in rame dall’impianto di distribuzione della rete elettrica; in particolare, V.A. descriveva che il complice, salendo su una scala con in mano una tenaglia in ferro per la rescissione dei cavi, giunto ad una distanza di circa 3 metri dagli stessi, veniva folgorato dall’alta tensione precipitando dalla scala e provocandosi lesioni e fratture varie. Dopo gli eventi descritti, il V.A. precisava di aver accompagnato il complice presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vittoria per le cure mediche per poi allontanarsi al fine di non essere identificato. V.A., dopo aver formalizzato le dichiarazioni confessorie, consegnava ai militari la tenaglia in ferro e la scala utilizzata dal complice per salire sul traliccio che venivano sottoposte a sequestro dagli operanti.
Al termine delle attività i militari, avendo acquisito sufficienti elementi investigativi sia in relazione alle dichiarazioni rese che a quanto sottoposto a sequestro, hanno condotto V.A. presso i loro uffici per deferirlo in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, unitamente al complice folgorato, per il reato di furto aggravato in concorso.