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Ragusa, a processo Nunzio Basile capo di gabinetto del sindaco Cassì, quattro tra dirigenti, funzionari e istruttori comunali e un privato: accusati di avere falsificato la data di un evento (‘progetto basket’ per detenuti) al fine di erogare contributi. Tentarono di indurre al falso anche la consulente pedagogica del carcere, Rosetta Noto, che si rifiutò. Ecco le intercettazioni che li inchiodano. Ieri prima udienza dibattimentale. Rinvio al 12 dicembre

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Cinque tra dirigenti, funzionari e istruttori del Comune di Ragusa sono imputati di falsità commesse da pubblici ufficiali in atti pubblici in concorso tra loro e con il promotore di un ‘progetto basket’ per la socializzazione dei detenuti.

I fatti contestati risalgono al 2019 e hanno visto il rinvio a giudizio di Nunzio Basile capo dell’ufficio di gabinetto del sindaco Giuseppe Cassì; Francesco Lumiera, dirigente pro tempore del settore coinvolto, il sesto, ‘sviluppo economico, promozione della città, sport’; Salvatore Giuffrida, funzionario capo servizio; Gaudenzio Occhipinti istruttore amministrativo; Giovanni Nicita istruttore amministrativo; Alessandro Lorefice psicologo dello sport e mental coach promotore del progetto ‘il basket tra formazione, riflessione e crescita’.

Ieri dinanzi al Tribunale di Ragusa (giudice Elio Manenti) si è tenuta la prima udienza dibattimentale per quattro di loro con rito ordinario, mentre Lumiera, firmatario della determinazione incriminata e Nicita, rup (responsabile unico del procedimento) hanno scelto riti alternativi.

Gli imputati rispondono dei reati previsti dal secondo comma dell’art. 476 del codice penale (<<falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici>>) e dall’ 479 che punisce <<il pubblico ufficiale che ricevendo o formando un atto, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta

falsamente che ha compiuto un fatto o che un fatto è avvenuto in sua presenza, o che ha ricevuto dichiarazioni non rese, oppure le omette o le altera>>. Reati per i quali la pena prevista è da 3 a 10 anni di reclusione.

‘Corpo del reato’ la determinazione n.161 del 15.07.2019 del Settore 06 Sviluppo Economico – Promozione della Città – Sport con la quale veniva indicata una data diversa da quella del reale evento, al fine di poter erogare somme di danaro in favore del promotore.

Secondo il giudice dell’udienza preliminare Eleonora Schininà che li ha mandati a processo <<con atti distinti ed in tempi diversi, ciascuno dei menzionati pubblici ufficiali nell’esercizio delle rispettive funzioni concorrevano insieme al privato Alessandro Lorefice all’ideazione e deliberazione della determinazione n. 161 del 15-7-19 del VI settore ‘Sviluppo economico, promozione della città, sport’ che, intestata ‘organizzazione del progetto Il basket tra formazione, riflessione, e crescita rivolto ai detenuti da svolgersi nella casa circondariale di Ragusa’>> riportava falsamente l’affermazione che la manifestazione fosse in corso e che si sarebbe conclusa il 29 luglio.

Il provvedimento incriminato secondo il gup <<costituiva atto pubblico di fede privilegiata il cui contenuto nella parte in cui vi si attestava che ‘il progetto è in corso di svolgimento e finirà il 29 luglio 2019 ‘per la promozione e la consegna degli attestati’ risultava ideologicamente falso poiché aveva in realtà già avuto termine con tanto di premiazione in presenza di tutti e tredici i detenuti partecipanti in data 26 giugno 19, tempo in cui non risultava emessa alcuna determinazione dirigenziale o di giunta che lo autorizzasse e giustificasse la conseguente spesa, come contributo o pagamento per servizi>>.

Le imputazioni contestate, corredate da intercettazioni telefoniche e da scambi di messaggi whatsapp raccontano come il capo di gabinetto del sindaco avesse chiesto, suggerito e, in alcuni toni, preteso che venisse predisposta la falsa documentazione al fine di potere erogare a Lorefice il contributo che il sindaco Cassì si era impegnato a concedere ma al quale gli uffici non avevano dato corso con i necessari e coerenti atti amministrativi.

Ecco come il decreto di rinvio a giudizio, emesso il 16 novembre scorso, documenta la vicenda, riportando brani dei colloqui intercorsi.

In particolare Basile sollecitava Giuffrida a ‘risolvere’ il problema.

10 aprile 2019.

Basile: <<gli dobbiamo dare i soldi>> Giuffrida: <<comunque, guarda, finanziamenti per cose fatte … non ne possiamo fare .. quindi o c’è quella carta con una nota all’angolo che dice che voi vi eravate impegnati..>>

Basile: <<No, ma ci siamo impegnati>>.

Basile: <<noi … la scriviamo … una lettera con la data retroattiva>>.

G: <<Ma chi me la protocolla, oggi! Con il protocollo elettronico non puoi scrivere una lettera…>>.

Basile: <<Quelli, possibilmente, me la trovano, quello ha parlato solo con me … che faccio glieli do io di tasca mia .. >>

Scrive il magistrato che Basile <<sollecitava a favorire Lorefice dicendogli che anche a costo di riscrivere e protocollare con data retroattiva la domanda di contributo avrebbe dovuto trovare il modo per assicurare al Lorefice la liquidazione di una somma mari a 1900 euro, poiché tale elargizione era stata inizialmente promessa a Lorefice dal sindaco ed assessore allo sport Giuseppe Cassì che gliene aveva data notizia con una mail inviata il 4 marzo 2019 dalla sua segretaria Giannamaria Pluchino avente il seguente contenuto: con la presente per comunicare che l’istanza di cui in oggetto è stata accolta dal sindaco e dalla giunta municipale e pertanto si è stabilito di concedere un contributo economico di € 1900 che sarà elargito all’approvazione del bilancio comunale>>.

9 luglio 2019

Giuffrida: <<si, si dobbiamo vederci perché io ho l’accettazione del carcere.. diciamo del progetto, però ci vuole la vostra domanda per dirci quando inizia questo progetto, quando si deve fare>>.

Lorefice: <<è già fatto ed è già concluso>>.

Giuffrida: <<ah .. e allora non è che possiamo fare più niente .. a meno che quella lettera del sindaco che vi hanno fatto all’inizio .. ma come mai per tutto questo tempo nessuno si è interessato?>>.

Giuffrida: <<bisognava poi materialmente fare la domanda per il contributo, per portare gli allegati, per tutte le cose che ci volevano>>.

Lorefice: <<ma a me nessuno mi ha detto questo .. a me è stato solo detto che veniva accettato … i mille e 900 euro per il finanziamento … io mi sono attivato perché io sono giovane e quindi ho detto … ma se devo aspettare che arrivino i soldi non inizio più! Quindi io ho cominciato ed ho anche finito il progetto, questo è cominciato ad aprile ed è finito a giugno>>.

11 luglio 019

Giuffrida: <<ora in effetti il contributo non è possibile .. la manifestazione si è fatta.. quindi teoricamente abbiamo difficoltà a fare una pratica in questo senso … però, in ogni caso, per fare la prova, io avrei bisogno di sapere alcune cose .. la prima cosa è questa: lei interviene come professionista? Cioè se noi, per esempio … siccome contributi non ce ne sono … se noi diamo qualcosa come servizi lei è in grado di fare una fattura? Lei fa parte di qualche associazione, di qualche … quindi se noi diamo un incarico a lei come professionista … di fare questa cosa o di aver fatto questa cosa … lei poi è in grado di farci una fattura elettronica, giusto? Potrebbe farci pervenire per esempio le prestazioni occasionali di queste persone … però poi faremo praticamente meno la ritenuta d’acconto … se lei mi fa avere i due psicologi per esempio per questo importo metà ciascuno … e c’è anche l’allenatore ad esempio, c’è l’istruttore degli arbitri, questi qua, lei veda di dividere la somma di 1900 complessivamente per queste persone … mi fa un prospettino e io così lo metto nella determina e stabiliamo di pagarla con ritenuta d’acconto direttamente a questi soggetti … se lei è d’accordo, nell’importo tenga conto che c’è il 20% di ritenuta d’acconto che va allo Stato>>.

Lorefice: <<in qualsiasi caso?>>.

Giuffrida: <<se facciamo la prestazione occasionale sì, se invece lei mi fa una fattura sua e mi giustifica che è esente, io gliela pago per intero sennò devo farle …>>

11 luglio 2019 ore 12.34

Giuffrida: <<Le volevo dire questo, siccome io sto cercando di risolvere questa situazione .. perché per noi è un problema . non dico insuperabile ma difficile da gestire .. questo fatto che la manifestazione si è conclusa … anche se c’è quella nostra nota a firma dell’ufficio del sindaco … le volevo dire questo … lei avrebbe difficoltà per esempio a fare … che ne so … una giornata di premiazione il 30 luglio  … una cosa in cui lei mi potrebbe comunicare che tutto questo progetto … magari la fase operativa si è conclusa a giugno e a noi questo interessa poco … ma si completerebbe lunedì … martedì prossimo quando ci sarà una riunione, dove faremo la premiazione … consegneremo gli attestati … consegneremo una cosa qualsiasi … che poi … questo a me non interessa se la fate realmente in modo da giustificare … visto che lo avete completato a giugno .. ancora da poco>>.

Lorefice: <<siccome io l’ho già fatta questa questa premiazione … è stato già tutto fatto .. però se lei dice che deve …>>

Giuffrida: <<deve capire tra le righe quello che le sto dicendo io>>.

Lorefice: <<non c’è problema>>.

Giuffrida: <<a noi risolverebbe … perché io così faccio la determina e gli dico che la cosa … siccome lei tra l’altro mi deve integrare con queste ricevute … quello che dobbiamo fare eccetera … mi specifica bene il periodo perchè li non si capisce che si è concluso a giugno … mi dice che questo progetto che ha avuto inizio a febbraio  … marzo .. si completerà il 27 .. 28 luglio … in occasione della giornata di chiusura quando faremo la premiazione>>.

Lorefice: <<va bene>>.

Giuffrida: <<poi, se per motivi tecnici l’avete anticipata … non è che io sono lì>>.

Lorefice: <<certo … va bene .. ma serve che cosa? Serve una mail?>>.

Giuffrida: <<un’integrazione sua … su carta intestata sua … dove lei .. siccome .. mi deve dire la questione di come fare questo pagamento … con prestazione occasionale a nome di chi la dobbiamo fare … in quell’occasione mi dice anche questa cosa …>>.

Lorefice: <<va bene>>.

Giuffrida: <<..se lo può fare in giornata … così io farei subito la determina …>>

Lorefice: <<ma va bene anche una mail? Normale?>>

Giuffrida: <<la mail si … però lei mi deve allegare una lettera alla mail …>>.

Lorefice: <<mando un allegato  … va bene>>.

Giuffrida: <<mi deve fare una lettera a firma sua … firmata proprio, la allega alla mail e me la manda>>.

Lorefice: <<va bene .. dicendo che … magari le mando il calendario del progetto>>.

Giuffrida: <<facendo seguito alla precedente corrispondenza … si specifica che il progetto ha avuto inizio a febbraio … marzo … con queste attività che sono state svolte ecc… e si concluderà il 27… 28… 25…>>.

Lorefice: <<28 luglio ok…>>.

Giuffrida: <<28 luglio…>.

Lorefice: <<in occasione della premiazione…>>

Giuffrida: <<in occasione della premiazione… ecc..>>

Giuffrida: <<… e consegna degli attestati … va bene!>>.

11 luglio 2019 ore 13.13

Giuffrida chiama Lorefice

Giuffrida: <<Domani è l’ultimo giorno poi sono in ferie … quindi prima di andarmene la vorrei fare questa cosa .. per evitare che rimane in giro … io domani faccio la determina e quindi … viene approvata e così la prossima settimana … possiamo definire tutto>>.

Lorefice: <<…e nella carta intestata io metto semplicemente: si comunica che il progetto sarà concluso in data 29, con un’ultima giornata di premiazione, per consegna medaglie ed attestati di partecipazione>>.

Il magistrato definendo le imputazioni conclude quindi che Lorefice <<attestava come vere le circostanze di seguito riportate: che il progetto sarà concluso in data 29 luglio 2019 con un’ultima giornata di premiazione e consegna di medaglie di partecipazione e attestati (mail inviata all’istruttore Gaudenzio Occhipinti e indirizzata al dirigente del sesto settore con protocollo in entrata al Comune del 12 luglio 2019; che il progetto si è concluso giorno 29 luglio 2019 (mail a sua firma inviata in data 9-10-19 alle ore 12.51 all’istruttore Gaudenzio Occhipinti e contenente la relazione conclusiva del predetto progetto>>.

Inoltre, conclude il decreto di rinvio a giudizio, Lorefice <<istigava Rosetta Noto, funzionario giuridico pedagogico presso la casa circondariale di Ragusa avente funzioni di capo area trattamentale, a redigere una relazione conclusiva del progetto ‘basket’ che, falsamente, riportasse il 29-7-19 quale data di conclusione delle attività; istigazione che non veniva accolta>>.

Gaudenzio Occhipinti è imputato quale <<materiale redattore della bozza della determinazione dallo stesso sottoposta al vaglio di Giuffrida>>.

Ecco in proposito un loro colloquio, il 12 luglio 2019.

Occhipinti: <<se non ci vediamo io ti lascio la determina che ho impupiato>>.

Giuffrida: <<si, Enzo e poi devi verificare se Lacognata … scusa me la lasci, ma la carichi sulla piattaforma no?>>.

Occhipinti: <<come te la carico … la devi correggere prima?>>.

Giuffrida: <<va bene, la correggo direttamente caricata … se la lascio così … po ila carichi tu lunedì?>>.

Occhipinti: <<poi la carico lunedì corretta e gliela mandiamo>>.

Giuffrida: <<Ah .. si va bene … era perché se tu la caricavi era considerata oggi … anche se poi la approvano lunedì>>.

Occhipinti: <<va bene, se tu dici io la carico>>.

Nel processo, fuori però dal dibattimento la cui udienza con rito ordinario si è tenuta ieri, il dirigente Francesco Lumiera è stato rinviato a giudizio in quanto  <<sottoscriveva la determinazione n.161 del 15 luglio quale responsabile del sesto settore>>, mentre Nicita perché <<quale rup .. istigava Lorefice a procurarsi presso la casa circondariale di Ragusa una relazione conclusiva del cosiddetto progetto basket nella quale venisse falsamente attestato che esso era terminato in data 29 luglio>> come attestato da un messaggio Whatsapp: <<le date non coincidono, quindi mi devi inviare le relazioni con le date coincidenti, il progetto deve concludersi con un ultimo incontro il 29 luglio, falsa attestazione – conclude il giudice – che Rosetta Noto .. istigata da Lorefice .. si rifiutava di formulare>>.

Al di là della somma economica in gioco, colpiscono la decisione e la determinazione con cui dirigenti e funzionari comunali si siano adoperati pur di falsificare atti decisivi ai fini della destinazione di danaro pubblico. Il rischio è che nella percezione diffusa si consideri che se ‘insospettabili’ pubblici dipendenti, in posizione di vertice amministrativo e titolari di un potere anche fiduciario da parte dell’organo politico, si impegnano e si ingegnano così tanto per 1900 euro, cosa potrebbe accadere con somme più elevate?

Prossima udienza, con inevitabile attenzione dibattimentale puntata sulle intercettazioni, il 12 dicembre prossimo.