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Aeroporto di Comiso: Intrieri, CEO di Aeroitalia, spiega la politica di Ryanair e sul perchè ha scommesso sullo scalo ibleo

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Ryanair abbandona Comiso e spalma i voli su Trapani e Palermo. Gaetano Intrieri, CEO di Aeroitalia, compagnia che tra pochi giorni subentrerà a Comiso dopo l’appello del governatore della Sicilia Schifani, in un lungo post su Facebook affonda il colpo sulla compagnia irlandese e spiega perchè ha scommesso sullo scalo ibleo.

<<Oggi apprendo che dopo averci in tutti i modi cercato di cacciare da Bergamo francobollando persino una rotta verso una ridente cittadina polacca di nome Lublino, i nostri amici irlandesi hanno pensato di aggiungere altre due frequenze sulla rotta Roma Palermo esattamente a partire dal 1 Giugno che è il giorno in cui Aeroitalia inizia le operazioni su quella rotta e guarda caso questi due voli sono stati aggiunti negli stessi identici orari in cui decolleranno i nostri voli.
Ci siamo in qualche modo abituati visto che abbiamo leso l’onore di sua eminenza Europe favourite airline già sulla Milano/Bergamo – Catania dove malgrado loro, voliamo con un sempre maggiore numero di passeggeri. Ma a loro non basta nulla, loro vogliono l’oligopolio di fatto. Quindi ecco pronti voli a 20 euro francobollati ai nostri. Della serie: “voi da lì ve ne dovete andare”, perché Palermo e la Sicilia è “cosa nostra”.
Sanno bene che siamo in Italia dove tutto a loro è concesso dove persino i ministri vanno in pellegrinaggio alle loro celebrazioni, dove ormai i passeggeri si sottopongono serenamente ad acqua pioggia neve e sole che picchia duro nell’attesa di poter salire le scalette dei loro aerei.
Loro che atterrano a Roma indistintamente nel city airport e nell’hub,
Loro che ormai trattano gli aeroporti italiani come bancomat impartendo regole e disponendone a piacimento,
Loro che ormai hanno convinto tutti in questo sventurato Paese che i passeggeri sono di loro proprietá. I loro passeggeri sono ormai educati e piegati alle loro regole, accettano tutto, ritardi e cancellazioni incluse senza battere ciglio. Gli aeroporti invece vivono con un unico mantra: schiena bassa e guai ad urtare la suscettibilità del manovratore.
Quanto siamo diventati piccoli!! Siamo ormai un Paese di gnomi, piegati alla tracotanza ed alla arroganza di un cluster di irlandesi ed allo stesso tempo esultanti perchè tra qualche giorno regaleremo ai tedeschi quel che rimane della nostra compagnia di bandiera che oggi non ha più neanche il nome che dovrebbe avere, perché siamo stati anche capaci di buttare nel cesso uno dei marchi con maggior segno di valore nella storia del trasporto aereo.
Insomma, diciamocelo con franchezza gli irlandesi sono bravi a manovrare gli aerei, ma noi con la nostra idea di “sistema Paese” gli abbiamo dato una grossa mano.
Noi siamo inoltre quelli che paghiamo fior di quattrini per mantenere in forzato riposo fior di professionisti che grazie alla nostra politica sul trasporto aereo si sono trovati senza lavoro perché magari la loro aerolinea pagava prezzi esorbitanti agli aeroporti ed handler per permettere a sua volta a questi ultimi di poter accontentare i nostri amici irlandesi nei loro desiderata.
In questo scenario una giovane aerolinea Italiana ha la sfacciataggine prima di andare a volare nell’aeroporto che in Italia è da sempre la loro casa e malgrado attacchi sconsiderati anche da parte di qualche giornalista al loro soldo o degli hater che assoldano sui social non riescono a liberarsene e poi come se non bastasse questa aerolinea non solo non molla la loro casa italiana ma va sfacciatamente a Palermo e persino a Comiso.
Ebbene sì, Comiso non era nei nostri piani nell’immediato ma Comiso per noi oggi ha un valore simbolico enorme, anzi lo ha per me che sono italiano, che ho avuto la fortuna di imparare quel che so di questo mestiere da chi questo mestiere lo conosce come nessuno ovvero gli americani. In Aeroitalia le decisioni le prendiamo dentro un Cda fatto di gente con tanti anni di aviazione e di cui sono l’unico italiano e spiegare cosa significasse per me volare a Comiso non è stato facile per chi vive di analisi e di numeri. Comiso non è niente di tutto questo, Comiso va molto oltre le analisi, Comiso è solo la voglia di essere dalla parte giusta. Dalla parte di chi almeno sta provando ad alzare l’asticella dell’orgoglio e della dignità in un Paese ormai dove il trasporto aereo è diventato un misto tra una barzelletta ed un perpetuo voler regolare i conti tra poveracci.
Inizieremo le nostre operazioni a Palermo ed a Comiso sapendo che faranno di tutto per renderci la vita difficilissima e non pochi ahimè soprattutto tra gli addetti ai lavori o presunti tali di questo Paese saranno contenti se i cari irlandesi ci faranno a pezzi anche a costo poi di ripagare nuovamente 500 euro per 1 ora di volo quando si saranno sbarazzati di noi.
C’è la metteremo tutta come stiamo facendo in Sardegna dove voliamo da tre mesi con il 97% di puntualità e cercando di fare il massimo per i nostri numerosi passeggeri.
In Sicilia sarà diverso perché è diverso lo scenario, in Sicilia sappiamo che sará una guerra vera perchè almeno sino a quando ci saremo noi le tariffe a 500 euro a tratta non saranno più ammissibili ed allora come stanno già facendo arriveranno anche a volare sotto il prezzo delle tasse pur di spazzarci via e poter riaffermare che la Sicilia è “cosa loro”.
Noi potremo lottare solo cercando di avere cura dei passeggeri che ci sceglieranno e senza mai speculare sulle condizioni di insularità dei passeggeri siciliani. Lo faremo fieri della nostra A tricolore sul nostro timone di coda e con il ricordo e la memoria di un altra A, quella che per oltre 70 anni ha fatto conoscere l’Italia nel mondo e che il susseguirsi delle strategie politiche di questo Paese ha oltraggiato mettendo insieme un esplosiva miscela di manager incompetenti e irlandesi tracotanti>>.