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Un vero trionfo per Claudia Oddo il suo tour in Sicilia, nei palcoscenici più prestigiosi, tra tesori d’arte e genius loci

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Un successo al di là di ogni – pur ottimistica e ben riposta – aspettativa, i concerti di Claudia Oddo in questi giorni in Sicilia. Sabato scorso a Catania nella maestosa chiesa seicentesca di San Nicolò l’Arena, il più grande edificio di culto cattolico in Sicilia, costruito, su impianto rinascimentale dopo l’eruzione dell’Etna del 1669 ma completato, anche a causa del sisma del 1693, solo diversi decenni dopo ed oggi una delle più importanti attrattive culturali della città.

Due giorni prima al Politeama di Palermo, con la magistrale esecuzione musicale di Odl, Orchester der Landesregierung Dusseldorf diretta dal maestro Christian Ludwig, nella cornice suggestiva dell’imponente teatro che si appresta a festeggiare i 150 anni di storia e che da oltre venti è sede dell’orchestra sinfonica siciliana.

A Catania come a Palermo, così come l’estate scorsa a Modica e Ispica, i gioielli d’arte e l’architettura storica di più grande pregio sembrano incontrare naturalmente e simbioticamente la voce e il talento della cantante lirica le cui radici siciliane paiono proiettare sulle sue interpretazioni una sorta di genius loci (nell’accezione moderna, laica e universale) che ne fortifica la cifra espressiva, ne illumina il colore, ne dolcifica il timbro, ne potenzia l’estensione.

Accoglienza, calore, applausi, emozione corale, coinvolgimento: così il pubblico, numerosissimo anche nei quasi mille posti del Politeama, ha vissuto due concerti di rara bellezza. E nel capoluogo siciliano, che i Fenici chiamarono Zyz (fiore) Claudia Oddo ha scritto una pagina memorabile nella storia degli eventi musicali e di belcanto della città.

Nel video il brano ‘Brucia la terra’ , con le parole del cantautore calatino Pippo Rinaldi (in arte Kaballà) e le musiche di Nino Rota che proprio su quelle note costruì la colonna sonora de Il Padrino e de Il Padrino parte II che gli valse l’oscar: brano, di struggente intensità, che Francis Ford Coppola fa cantare ad Anthony Corleone per lenire il dolore del padre Michael.

Per tornare ai concerti della cantante lirica e al trionfo al Politeama, un’esecuzione magistrale che, ancora una volta, tra letteratura cinematografica, genesi musicale e forza di interpretazione, sembra emblematicamente rivelare quel genius loci che ispira Claudia Oddo, senza mai toccare, anzi esaltando, la dimensione classica e universale del suo canto.