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La storia del cioccolato di Modica che … non si può nominare. Il riso amaro di Pierpaolo Ruta, sesta generazione di imprenditori artefici del brand-città

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Una situazione assurda, paradossale, profondamente ingiusta, perfino comica se non fosse anche causa di naturale e legittima indignazione.

Chi – con la sua intuizione, il suo lavoro di ricerca e di recupero storico ed una passione di infinita generosità, non per sè ma per il bene collettivo della sua città – ha di fatto creato il ‘cioccolato di Modica’, non può chiamarlo così.

Pur producendo, con la più alta qualità possibile e con visione etica d’impresa, il cioccolato che – attraverso una plurisecolare storia limpida e coerente di imprenditoria familiare – ha offerto alla città che ne ha tratto e ne trae grande ricchezza, risulta espropriato proprio del nome che identifica il territorio e la comunità che gli devono essere grati.

Pierpaolo Ruta, titolare dell’Antica Dolceria Bonajuto, ospite della rubrica ‘Fatti&Opinioni’, format d’informazione di <<In Sicilia Tv>> in onda ieri sera alle 21.30, visibile sulla pagina fb ( https://www.facebook.com/insiciliatv ), parla dell’ostracismo costretto a subìre non potendo usare il nome di Modica nei suoi prodotti: proprio i ‘suoi’ prodotti che della città sono l’eccellenza e l’hanno resa nota nel mondo.

Il tutto perchè l’Antica Dolceria Bonajuto non se l’è sentita di accettare un disciplinare che a suo avviso (e chi potrebbe valutarlo meglio?) abbassa la qualità e l’originalità del cioccolato di Modica che lei, attraverso una storia nata nel 1750, ha donato alle istituzioni e alla comunità, creandolo attraverso un recupero meticoloso dell’antica ricetta atzeca portata dagli Spagnoli in Sicilia nel ‘500, dopo la ‘scoperta’ dell’America.

Verbali, denunce, contestazioni di frode (<<Diffidate dalle imitazioni>> viene avvertito chi, come cioccolato di Modica, sceglie quello prodotto da Bonajuto!) e tutti i paradossi di una macchina cinica e beffarda che rende difficile all’Antica Dolceria potere perfino comunicare di trovarsi a Modica.

L’intervista chiarisce e ripercorre tutte le fasi di una vicenda dall’epilogo amaro, non solo e non tanto per l’impresa, ma per la città tutta e la sua coscienza.